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“Centro Trasfusionale, allibiti per le polemiche sul trasferimento temporaneo”

Asl: "La mancanza dei requisiti minimi strutturali riguardava infatti numerose non conformità rilevate in ordine all’ubicazione"

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Il Faro on line – “Fino ad alcuni giorni fa era in attività nell’Ospedale San Paolo di Civitavecchia un Centro Trasfusionale ricavato qualche decennio prima in alcuni locali della Palazzina direzionale, condiviso con la locale sezione AVIS, e che ormai da tempo presentava tutti i suoi limiti operativi peraltro lamentati in primis proprio dagli stessi operatori della Azienda Sanitaria a cui il Centro funzionalmente si rapporta. Recentemente, dopo un sopralluogo avvenuto il 23 aprile scorso, erano intervenute le prescrizioni dettate dalla Regione Lazio alla ASL ROMA F pena la chiusura dello stesso Centro per la non rispondenza alle specifiche dettate dall’Accordo Stato Regioni del 16 dicembre 2010 recepito dalla Regione Lazio nel maggio 2012”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa a firma dell’azienda sanitaria che intende fare chiarezza sulla questione.

“La mancanza dei requisiti minimi strutturali del vecchio Centro Trasfusionale, dettata dalla normativa citata, riguardava infatti numerose non conformità rilevate in ordine all’ubicazione non accessibile ai disabili, all’angustia dei corridoi nei quali non era possibile far transitare lettighe da utilizzare per eventuali emergenze, alla promisquità dell’accesso in condivisione con uffici di altre strutture, alla compresenza nel medesimo locale di punto accoglienza e punto ristoro,alla mancanza di servizi igienici diversificati per operatori ed utenti, etc.), tanto da far scattare un perentorio ultimatum dalla Regione Lazio (sei mesi) entro il quale risolvere la questione pena l’immediata chiusura del’attività trasfusionale. Per questo il Commissario Straordinario dott. Quintavalle aveva deciso solo poche settimane fa , condividendo tutta la proposta sia con i referenti del Centro Regionale Sangue del Lazio che con i dirigenti medici del Centro e con la rappresentante della sezione locale AVIS, di trasferire temporaneamente l’attività della raccolta del sangue presso altri locali ricavati nell’ex Reparto di Rianimazione ristrutturati ad hoc per la circostanza, proprio al fine di evitare la sospensione delle attività”.

“Contestualmente al temporaneo trasferimento è stata deliberata dalla ASL ROMA F la perizia di variante che prevede la ristrutturazione completa, con apposito finanziamento regionale, dei locali della ex Rianimazione per il trasferimento definitivo, segno tangibile di una forte tempestività nell’azione da parte della Dirigenza aziendale per la risoluzione rapida (pochi mesi) del problema logistico e funzionale del Centro Trasfusionale, anche nell’ottica di supportare al meglio il lavoro degli operatori ed il comfort dei donatori, ed infine di renderlo finalmente adeguato non solo alle caratteristiche dell’Ospedale ‘San Paolo’, ma alle esigenze ed ai bisogni dell’intero territorio aziendale”.

“Oggi invece  di apprezzare pubblicamente l’accelerazione impressa da questa Direzione dopo tanti, troppi mesi di immobilismo, si preferisce lanciare verso la Dirigenza della ASL accuse di poca chiarezza e di scarsa considerazione dell’attività del Centro, quando viceversa l’intero percorso è stato fin qui condiviso e approvato, ed è imminente la sistemazione definitiva”.

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