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Bande sonore e corse clandestine

Il Faro on line – L’art. 9 dl Codice della Strada espone un’ampia disciplina riguardo le competizioni sportive che si svolgono sulla pubblica strada, prevedendo sanzioni salate per quanti non si attengano alle disposizioni inserite nel titolo autorizzativo; ancora più salate, ovviamente, sono quelle previste per chi organizza gare non autorizzate. In realtà quest’ultimo è un problema ben conosciuto da cittadini residenti in zone la cui collocazione periferica e la cui particolare morfologia rendono “idonee” alle gare “improvvisate” per lo più, da soggetti che potremmo definire come “idioti nullafacenti” (…altra razza che non rischia affatto l’estinzione, anzi…!).

Gare organizzate spesso a fronte di scommesse clandestine, o per degli stupidi esibizionismi, o per entrambe le cose; gare stupide, pericolose e… rumorose. E’ proprio quest’ultimo aspetto che spesso genera un altro tipo di problema.Nell’eseguire queste “sfide all’ultimo affondo di pedale acceleratore“ questi nottambuli affetti da str….anezza  cronica, pur ben consci del fatto che fino alla fine delle loro prodezze non ci sarà pace né possibilità di sonno per i residenti – cosa nei confronti della quale ostentano il più totale “menefreghismo” – danno gas, sgommano, strillano per incitare i loro “campioni”, salvo dileguarsi in un baleno nel momento in cui gli onnipresenti “pali” li avvisano del sopraggiungere delle Forze dell’Ordine.

Il fastidio provato da chi è costretto a sentire il rombo di motori di auto o motoveicoli lanciati a folle velocità, gli schiamazzi e il caos di contorno, quasi sempre a tarda sera quando non nel cuore della notte, è certamente comprensibile ed altrettanto comprensibile è l’adozione di sistemi che scoraggino certe pratiche “pseudosportive”; il problema è che, a volte, alcuni di questi sistemi creano a loro volta altri disagi per altre persone. Ci riferiamo ai cosiddetti “dossi artificiali”, quelli che si possono vedere, ad esempio, ad Ostia su Via delle Fiamme Gialle, la strada che porta all’ospedale G.B. Grassi.

Quando furono installati questi, si fece in modo di facilitare il transito delle ambulanze sulle parti immediatamente adiacenti i margini della carreggiata, eliminando quasi completamente il dislivello col manto stradale, ma non sempre è così. Provate ad immaginare un politraumatizzato in “codice rosso” – il più grave, ovvero: “persona in pericolo di vita” – magari con lesioni interne ed emorragie, con urgenza assoluta di ricovero; ora provate ad immaginarlo a bordo di un ambulanza che transita ad 80 Kmh su una strada con dossi artificiali “antistr…ani”: che arrivi al Pronto Soccorso è sicuro, ma c’è il rischio che ci arrivi deceduto o per il ritardo dovuto al rallentamento sui dossi, o per… provate ad immaginare…

Il riposo è un diritto sacrosanto, così come lo è quello di essere soccorsi e, più in generale, tutelati dagli eccessi degli incivili imbecilli, ma magari al posto dei dossi potrebbero essere messe le altrettanto efficaci ma meno pericolose “bande sonore”, se possibile, anche con l’ausilio da parte di un’eventuale Pattuglia di agenti, di qualche passaggio in più.
Paolo Boncompagni

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