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Pisana, il Consiglio approva il rendiconto della Regione 2012

Secondo il rendiconto generale della Regione Lazio, al 31 dicembre 2012 risultavano entrate complessive accertate per 28.325 milioni di euro, con un disavanzo di 4.462 milioni di euro

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Il Faro on line – Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori (Pd), ha approvato, con 35 voti a favore, 7 contrari e un astenuto, il rendiconto generale 2012 della Regione Lazio. Approvato anche il conto consuntivo del Consiglio per l’esercizio 2012. Presente il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, l’Aula ha approvato anche il “Documento di economia e finanza regionale 2014-2016” . Secondo il rendiconto generale della Regione Lazio, al 31 dicembre 2012 risultavano entrate complessive accertate per 28.325 milioni di euro, spese complessive impegnate per 32.787 milioni, con un disavanzo di 4.462 milioni di euro. All’interno della contabilità regionale, il consuntivo del Consiglio per l’esercizio finanziario 2012 si presenta con 76.970.465 euro di entrate e 74.401.528 euro di uscite in termini di competenza. Sia il rendiconto generale sia il consuntivo del Consiglio per la prima volta sono stati parificati dalla Corte dei Conti, come prescritto dal decreto legge 174/2012 in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali.

Quest’anno torna all’esame del Consiglio un atto di programmazione economica e finanziaria pluriennale. L’ultimo approvato dall’Aula è quello relativo al triennio 2009-2011. L’approvazione del nuovo documento di programmazione è un atto dovuto, in base alla più recente normativa nazionale, come ha spiegato all’Aula l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore. Con il “Documento di economia e finanza regionale 2014-2016”, nel quale peraltro si annuncia la prossima pubblicazione del Documento strategico di programmazione 2013-2018 (Dsp), si va a delineare il quadro di programmazione della Giunta Zingaretti per gli anni a venire. Partendo dall’analisi del ciclo economico attuale, caratterizzato da una caduta della domanda e da una flessione degli occupati, il documento di economia e finanza regionale individua sette macro aree d’intervento con i rispettivi indirizzi programmatici, che riguardano soprattutto il sostegno all’impresa e all’occupazione.

“Il livello di indebitamento ereditato – ha spiegato il presidente della IV commissione consiliare permanente, Bilancio, partecipazione, demanio e patrimonio Mauro Buschini -, pari a 12 miliardi di euro alla fine del 2012, rende ancor più complesso il quadro generale di riferimento che impone un cambio di passo delle politiche regionali in grado di invertire queste tendenze negative e favorire un clima di ricrescita, di fiducia e di speranza tra i cittadini. La Regione vuole essere un traino a questo nuovo processo e non solo assistervi in maniera inerte. Ed è in questo quadro e con queste finalità che s’inseriscono i documenti in approvazione da parte del Consiglio regionale. Documenti che seguono altri importanti iniziative legislative tendenti ad una importante riorganizzazione dell’ente Regione”.

A tale proposito Buschini ha ricordato la legge 4/2013 contenente le misure finalizzate alla riduzione dei costi della politica, la legge di razionalizzazione e riorganizzazione delle società regionali, i provvedimenti relativi alla riduzione delle spese del Consiglio regionale. “Ora occorre un cambio di passo – ha proseguito Buschini -, pur nelle ristrettezze di un bilancio in un clima di emergenza e nei limiti delle competenze regionali. Diventa quindi di enorme interesse strategico l’adesione al percorso per il riconoscimento delle anticipazioni previste dal decreto 35/2013 che, attraverso l’immissione di una quantità importante di liquidità nel sistema regionale, da un lato consentirà la riduzione dell’enorme stock di debito accumulato nei confronti di imprese ed enti locali, dall’altro uno stimolo importante nell’economia regionale con un impatto positivo aggiuntivo sul PIL regionale che dal 2014 sarà di segno positivo”.

Le opposizioni sul Bilancio

Per Francesco Storace (La Destra verso An) l’alto numero di emendamenti proposti denota “una chiara insoddisfazione di una parte dell’Aula e una sottovalutazione delle istanze delle opposizioni”. Secondo l’ex presidente della Regione “la manovra di Bilancio è stata illustrata come un volantino promozionale, nascondendo i numeri che raccontano l’aridità dei conti regionali per il prossimo triennio”. “A fronte di un inasprimento fiscale – ha concluso – è stata una nostra vittoria cancellare in Commissione l’articolo che avrebbe accordato condizioni di maggior favore alle aziende del comparto aereo, mediante riduzioni dell’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili civili (Iresa), sottraendo 13 milioni di euro ai cittadini del Lazio”. A questo proposito, Giancarlo Righini (Fratelli d’Italia) ha chiesto alla Giunta “di smentire le insistenti voci sulla reintroduzione nella legge di stabilità di sconti sull’Iresa”.

Giuseppe Simeone (Pdl) ha criticato l’aumento dell’addizionale Irpef, in un contesto in cui “imprese e cittadini sono sempre più stanchi e demoralizzati”. Sulla stessa linea i colleghi di partito Mario Abbruzzese (“Il nostro territorio chiede speranza, non vessazioni”) e Adriano Palozzi (“Senza dare ossigeno sarà difficile far ripartire l’economia”). Pietro Di Paolo (Ncd) ha motivato così la sua critica: “Si tratta di una mera messa in sicurezza dei conti, ma non c’è alcuno slancio, nessuna intuizione, è un Bilancio senz’anima”. Sulla stessa linea Giuseppe Cangemi, che ha inoltre criticato il presidente Zingaretti e i consiglieri di maggioranza “per la scarsa partecipazione ai lavori d’aula”. “Arida e asettica” è stata invece definita la manovra da Daniele Sabatini, che pure ha lodato l’istituzione di fondi per lo start up di imprese innovative e appartenenti al settore delle attività culturali e creative. Il loro collega di Ncd, Fabio De Lillo, ha quindi raccomandato “un maggiore ascolto del territorio e un’analisi attenta delle proposte costruttive provenienti dall’opposizione”.

Il Movimento 5 Stelle è intervenuto con la presidente del Comitato regionale di controllo contabile, Valentina Corrado, che ha sottolineato il clima di collaborazione in IV commissione, soprattutto relativamente all’articolo 4 della legge di stabilità, “con il quale abbiamo introdotto importanti misure a tutela del cittadino in materia di rateizzazione dei debiti tributari”. Per il capogruppo Davide Barillari “purtroppo questo Bilancio non è quello dell’attesa svolta: su differenziata, mobilità sostenibile, cemento zero, sanità territoriale e reddito minimo non ravvisiamo segnali forti da poter veicolare ai cittadini che chiedono continuamente un cambio di passo da parte della politica. Non avete affrontato di petto nessuna emergenza”. “Noi saremmo stati disposti a votare favorevolmente – ha concluso il capogruppo M5S – ma per ora non vediamo alcun investimento strategico per un futuro diverso della nostra regione”.

Silvana Denicolò ha sottolineato il peso sulla manovra del commissariamento della sanità e del debito regionale, “frutto di anni di malapolitica”. Fabrizio Santori (Gruppo Misto) – uno dei consiglieri che ha depositato il maggior numero di emendamenti – ha evidenziato “uno scollamento rispetto alle sofferenze del territorio” e “una mancanza di chiarezza nella definizione delle poste di Bilancio”, denunciando “il rischio di un eccessivo ricorso a variazioni in corso d’opera”.

Pietro Sbardella (Gruppo Misto) ha proseguito su questa linea chiedendo ai singoli assessorati “relazioni periodiche sulle modalità di impiego della maxi poste”. Olimpia Tarzia (Lista Storace), pur apprezzando il metodo di lavoro dell’assessore Sartore, ha spiegato che “il realismo deve prendere il sopravvento rispetto ai libri dei sogni”. “Bisogna ripartire dalla famiglia, da sostegni concreti per porre fine al lungo inverno della natalità che stiamo vivendo – ha dichiarato -. Le nostre aziende devono avere la possibilità di accordare con maggiore facilità tutele a vantaggio della maternità e della paternità. In caso contrario, i figli saranno un lusso riservato a pochi e ciò costituirà una sconfitta per tutti”. Marino Fardelli (Lista Bongiorno-Udc) ha chiesto “un atto di coraggio in più per finanziare con qualche stanziamento aggiuntivo la legge 46 sull’indotto Fiat”.

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