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Chiusura assistenza neonatale: il sindaco scrive a Zingaretti

“Ricognizione di tutte le esenzioni e limitazioni ai turni del personale medico ed infermieristico per verificare se alcune di esse possono essere riviste o aggiornate”

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Il Faro on line – Il Sindaco di Fondi Salvatore De Meo interviene sul rischio chiusura della UOC di Assistenza Neonatale e Pediatrica presso l’Ospedale “San Giovanni di Dio” e sulle persistenti criticità del Presidio Centro e del nosocomio fondano: «Faccio nuovamente appello al Commissario ad Acta della Sanità regionale Nicola Zingaretti affinché intervenga immediatamente per dare risposte adeguate al Presidio Centro e in particolare all’Ospedale “San Giovanni di Dio”. In questi giorni di festività natalizie la situazione della sanità territoriale si è ulteriormente aggravata e purtroppo continuiamo a registrare un silenzio ingiustificato rispetto alla nostra richiesta di incontro e chiarimento sul futuro del nostro nosocomio. I laboratori analisi degli Ospedali di Fondi e Terracina soffrono la carenza di tecnici nonostante siano trascorsi mesi da un avviso per il reperimento di una unità che ha visto rispondere un tecnico, il quale tuttavia, non si sa per quale motivo, non viene assegnato al Presidio Centro. Ciò significa ridimensionamento delle attività e disagio per utenti. Così come apprendiamo che diverse unità tecniche di laboratorio sono state assegnate al Presidio Centro ma da diverse settimane risultano essere in malattia e non si sa quale sia il termine delle stesse. A riguardo chiederemo alla ASL di procedere ad una complessiva ricognizione di tutte le esenzioni e limitazioni ai turni del personale medico ed infermieristico per verificare se alcune di esse possono essere riviste o aggiornate, con l’auspicio che non pervengano ulteriori richieste di assenza per malattia. In attesa dell’arrivo del nuovo Pediatra, previsto per il 16 Gennaio 2014, la preannunciata chiusura dell’Assistenza Neonatale e Pediatrica presso il “San Giovanni di Dio” e di conseguenza dell’Ostetricia-Ginecologia rischiano di giorno in giorno di diventare realtà, prefigurando uno scenario drammatico per l’Ospedale di Fondi che sarebbe, di fatto, svuotato di alcune delle sue principali funzioni. In queste ore, nonostante l’impegno del Direttore Generale ASL facente funzioni dr. Ennio Bruno Cassetta nel reperire la disponibilità di Pediatri di tutta l’Azienda sanitaria provinciale per garantire i turni di Fondi, si registra la malattia di alcuni medici che rischia di compromettere il prosieguo delle attività. Purtroppo non si scorgono all’orizzonte misure concrete per scongiurare la chiusura della UOC di Assistenza Neonatale e Pediatrica. Difatti anche con l’arrivo del nuovo Pediatra non ci sarebbero comunque le necessarie condizioni per andare avanti. Non è cambiata la situazione del Pronto Soccorso, degli Anestesisti, della Ginecologia, della Medicina. Si lavora in sofferenza e questo non si può più accettare! E’ arrivato il momento di chiedere al Presidente Zingaretti  di assumersi una volta per tutte le proprie responsabilità di Commissario della Sanità regionale: decida sul futuro dell’Ospedale di Fondi o prenda su di sé la responsabilità della chiusura del nosocomio! Abbiamo bisogno di certezze rispetto ad una fase attendista alquanto intenzionale che comunque rischia semplicemente di determinare una chiusura di fatto dell’Ospedale senza l’assunzione di alcuna decisione in merito. Abbiamo recentemente appreso dagli organi di informazione di 54 assunzioni in deroga per la Sanità regionale, di cui solo 4 destinate alla ASL di Latina, e tutte sembrerebbero riservate esclusivamente al “S. Maria Goretti” di Latina. Eppure solo qualche settimana fa, a fronte di una richiesta di tutti i Sindaci del comprensorio di procedere immediatamente ad assunzioni in deroga per il Presidio Centro, ci siamo sentiti rispondere che ciò sarebbe stato impossibile alla luce del commissariamento della sanità laziale… Nei prossimi giorni chiederemo per l’ennesima volta un incontro al Presidente Zingaretti, da cui pretendiamo una risposta. Questa volta se non ci darà alcun riscontro saremo costretti a lasciare da parte l’approccio istituzionale: scenderemo in piazza con i cittadini del comprensorio e siamo disposti a manifestare anche a Roma sotto la sede della Regione Lazio».

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