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Rischio idraulico, punto della situazione con il Cdq Bagnoletto

Hanno partecipato all'incontro l'assessore all'Ambiente Refrigeri, il consigliere Quadrana, presso la Regione Lazio e la delegazione dei Comitati in Consulta - Gruppo di Lavoro Sicurezza Idraulica X Municipio

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Il Faro on line – Riceviamo e pubblichiamo dal Cdq Bagnoletto.
Il 17 ottobre 2013 è stato istituito il tavolo tecnico permanente tra l’assessorato alle infrastrutture, politiche abitative e ambiente della Regione Lazio, il X Municipio di Roma Capitale, il Consorzio di bonifica Tevere e agro romano, la direzione infrastrutture, politiche abitative e ambiente, quella dell’area pianificazione della protezione civile della Regione Lazio e l’Agenzia regionale per la difesa del suolo sul rischio idrogeologico nel territorio del X Municipio di Roma Capitale. Assenti al “tavolo”, perché non invitati, i cittadini che, rappresentati da 23 Comitati di Quartiere e Associazioni del X Municipio, hanno ribadito attraverso una nota, indirizzati (tra fine giugno e inizio luglio 2013) a tutti gli enti competenti, la necessità di interventi risolutivi a garanzia della sicurezza idraulica del nostro territorio.Dalla data d’istituzione del tavolo, nessun ente o organo istituzionale, tantomeno quello che dovrebbe essere il più vicino ai cittadini, ovvero il X Municipio, ha informato cittadini degli sviluppi dell’incontro. Per quanto in premessa in data 27 dicembre 2013, una delegazione dei Comitati in Consulta Municipio X, rappresentata dal Referente della stessa Giuseppe Di Lorenzo, dal Coordinatore del Gruppo di Lavoro Sicurezza Idraulica X Municipio e Presidente del CdQ Bagnoletto Alessandro Ieva, dal Presidente del CdQ Acilia-Monti di S. Paolo Ezio Pietrosanti, dal Presidente del CdQ di Stagni di Ostia Maurizio di Lullo, dal Presidente del Toponimo Nuova Longarina Anita Matteucci, è stata ricevuta presso gli uffici della Regione Lazio, dall’Assessore Infrastrutture, Politiche abitative, Ambiente Fabio Refrigeri e dal Consigliere Segretario Gianluca Quadrana, membro Commissione Ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa e urbanistica e membro Commissione Politiche sociali e salute.
I Comitati in Consulta, hanno ribadito che Ostia è una zona a rischio idraulico R4, il massimo previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 settembre 1998, “per il quale sono possibili la perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale, la distruzione di attività socioeconomiche.” Il rischio idraulico, determinato da cause e concause, risulta massimo, per il territorio lidense, soprattutto per la mancata realizzazione di un tratto di argine del fiume Tevere. Lo stesso Canale dei Pescatori, presentando difficoltà di deflusso delle acque verso il mare per problemi significativi d’insabbiamento alla foce, determina un aumento del rischio idraulico con incidenza in particolare sul territorio dell’Entroterra, costituito in gran parte da aree al di sotto del livello del mare e che, maggiormente soggetto ad allagamenti, nel 2011 registrò una vittima all’Infernetto.La delegazione, inoltre, rappresentando le criticità riguardanti l’inefficienza degli attuali canali di bonifica (destinati allo smaltimento delle acque basse medie e alte), delle condotte di raccolta delle acque pluviali e delle condotte delle acque nere, ha suggerito l’importanza della “centralizzazione delle competenze e delle responsabilità” in capo alla Regione Lazio. La sovrapposizione di una fitta rete di competenze e gerarchie politico-amministrative date dall’elevato numero di enti coinvolti, oltre a generare un quadro frammentato del rischio idraulico, determina uno spreco di risorse economiche, di mezzi e di uomini. La centralizzazione delle competenze ridurrebbe i costi consentendo di recuperare quelle risorse necessarie alla realizzazione delle opere per la sicurezza idraulica non solo del X Municipio di Roma Capitale.
Necessaria, inoltre, la “mappatura dei rischi”, che consentirebbe un serio monitoraggio di tutto il territorio, delle cause e delle concause che determinano la criticità al fine divalutare e stabilire, tenendo conto delle necessarie priorità, “dove fare cosa e quando”,le cui fonti alimentanti potrebbero arrivare proprio dal Coordinamento dei “Comitati in Consulta.”Nel corso dell’incontro, la delegazione dei Comitati in Consulta, ha ribadito all’Assessore all’Ambiente Refrigeri, oltre la necessaria partecipazione della stessa al tavolo tecnico tra Regione Lazio e altri enti, quanto già richiesto con la precedente nota, quindi di far conoscere i progetti finanziati dalla Regione Lazio realizzati e/o da realizzare da parte del C.B.T.A.R. (Consorzio di Bonifica Tevere Agro Romano) e suo “Controllo”; di far conoscere i progetti finanziati da altri Enti (locali o nazionali) realizzati e/o da realizzare a salvaguardia del territorio e a garanzia della sicurezza idrogeologica ; di far conoscere in un eventuale e puntuale “cronoprogramma” l’ordine delle opere in programma e quelle in via di attuazione a salvaguardia del territorio e a garanzia della sicurezza idrogeologica; risposte chiare per i risarcimenti dei danni subiti dalle alluvioni del 2008 e2011; l’attivazione di procedure urgenti e finanziamenti congrui finalizzati a risolvere, in via definitiva, i rischi del dissesto idrogeologico nei comprensori residenziali più critici delterritorio.L’Assessore all’Ambiente Fabio Refrigeri, dimostrando capacità di ascolto (merce rara inquesto periodo) e competenza nell’affrontare gli argomenti sottoposti, ha dato ampia disponibilità ad informare i Comitati in Consulta degli sviluppi nel breve futuro cheriguarderanno il territorio del X Municipio, soprattutto in previsione dell’immediataproposta di legge regionale sul governo delle acque e difesa del suolo, accogliendo favorevolmente la nostra partecipazione.

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