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Affitti d’oro. Porcelli: “Tuteliamo Ardea.  E’ ora di risparmiare”

Il presidente dell'associazione Civiltà: "Si rendano pubblici i costi. E non si sprechino le risorse esistenti"

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Il Faro on line – Il Governo con proprio Decreto del 27 dicembre ha dato un indirizzo chiaro su come comportarsi verso le spese in affitti che affliggono le casse pubbliche. “Molti cittadini chiedono da anni che si ponga uno stop  alla affittopoli ardeatina – afferma Mauro Porcelli dell’associazione Civiltà -, ma tutto ciò non sembra aver suscitato attenzioni da parte di chi dovrebbe tutelare l’interesse comune. Uno degli ultimi locali presi in fitto dal Comune si trova a Tor San Lorenzo, dove una volta esisteva un casale stupendo “immagine” di un territorio con una storia che affonda su radici profonde ed ora – invece – insiste una grigia palazzina a due piani con sottostante supermercato. Non sappiamo dire quanto costino al Comune di Ardea  quei locali, sembrerebbe non proprio così “comodi e agibili”, ne quali criteri siano stati utilizzati per stabilire la somma di locazione, ma sarebbe appena il caso che l’Amministrazione rendesse pubblico l’atto con il quale è stata approvata la procedura. 

Un dubbio che ci assale – prosegue Porcelli – e che abbiamo manifestato più volte, senza alcuna risposta, è relativo ai tanti immobili sequestrati alla criminalità e consegnati dallo Stato  al Comune di Ardea. Proprio quegli immobili per i quali la Regione Lazio aveva erogato 150.000 euro ed il Comune è risuscito a perderli non impiegandoli per gli scopi di legge. La nostra associazione in rappresentanza di una pluralità di voci, chiede al Sindaco di dare risposte in merito alle spese di locazione che la collettività si deve sobbarcare ogni anno, individuando quegli immobili eccessivamente esosi e sostituibili con altri inutilizzati da anni sebbene nella disponibilità del Comune.

Non vorremmo dover pensare che si vogliano tenere chiusi immobili per poter continuare a pagare affitti inutili e probabilmente “esosi”, mentre il paese soffre una crisi economica pesantissima. Non vorremmo dover pensare che centinaia di miglia di euro escano dalle casse pubbliche, quando sarebbe possibile risparmiare e – magari – impiegati per ottenere sconti sul servizio mense scolastiche che pesano sulla tasche di tante famiglie. Per evitare che che il “bilancio partecipato” sembri la solita burla, i cittadini si aspettano una riduzione dei locali presi in fitto a costi “discutibili” da sostituire con  edifici nella piena disponibilità dell’Amministrazione e, quindi, della collettività.

Si dia dimostrazione di vero interesse collettivo, iniziando l’anno all’insegna della corretta convivenza e del risparmio, facendo capire ai cittadini se veramente si lavora nel loro interesse. Un atto di grande  lealtà che, insieme alla costituzione di parte civile su episodi gravi che vedono il Comune danneggiato in termini patrimoniali e di immagine, sarebbe – conclude Porcelli – una prima e corretta risposta per il 2014. Si inizi il 2014 con azioni efficaci che possano rappresentare il vero augurio di un buon 2014 all’insegna del cambiamento che sia cura e rispetto del cittadino.

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