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Guardia di Finanza, è sempre più lotta al lavoro nero

Nei dodici mesi del 2013 scoperti 39 lavoratori “in nero” e 2 “irregolari”. Verbalizzati 16 datori di lavoro

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Il Faro on line – Resoconto lusinghiero  quello relativo al contrasto del “sommerso da lavoro” da parte dei Finanzieri della Compagnia di Pomezia. Nel corso del 2013, durante l’espletamento degli ordinari controlli fiscali ovvero di straordinari piani “a massa”, specificamente dedicati al contrasto del fenomeno, i militari hanno scoperto, in 16 imprese, nr. 39 lavoratori “in nero” e  nr. 2 “irregolari”. Tra i settori economici maggiormente interessati dal fenomeno si annoverano i bar, i ristoranti, pub, lavanderie industriali, cantieri edili, palestre, cooperative di servizi. Per quanto attiene alla nazionalità dei lavoratori impiegati in maniera illecita, ci sono stranieri ma, dai dati raccolti, emerge l’impiego di molti giovani di nazionalità italiana. 

Significativamente in aumento i casi di intermediazione fittizia di manodopera da parte di soggetti che poi non assolvono gli obblighi tributari. Per lavoro “nero” è da intendersi la completa assenza del dipendente dai registri previsti in materia di lavoro subordinato ovvero senza contratto regolare, mentre, nell’ambito del lavoro “irregolare”, rientrano i diversi casi, meno gravi, di inottemperanza alla normativa vigente, quali contratti di assunzione formalmente part time ma in realtà con orario di lavoro pieno e l’impiego in mansioni diverse da quelle per cui si è stati assunti, con la connessa percezione di compensi “fuori busta”. Diffusa risulta essere l’assunzione con contratto “a progetto” per lo svolgimento di lavori, di fatto con vincolo di subordinazione e senza autonomia, tali da consentire al datore di lavoro di limitare il versamento dei contributi previdenziali. 

Tra gli aspetti deteriori dell’impiego di lavoratori in nero o irregolari, oltre a quello tributario-contributivo, vanno evidenziati, sotto il profilo della tutela dei lavoratori l’assenza delle garanzie assistenziali e infortunistiche e, sotto il profilo della concorrenza tra imprese gli effetti distorsivi e di “indebito ed illegale” vantaggio per chi omette di sostenere i corretti costi di manodopera e tutela del lavoro. Il piano di controlli – che proseguirà con la stessa intensità – rientra nell’ambito del più ampio dispositivo predisposto annualmente dal Comando Provinciale di Roma e coordinato dalla Sala Operativa.   

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