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Venditori abusivi e falso perbenismo

Il Faro on line – Alcuni anni fa una rete televisiva privata che trasmette a livello nazionale, mandò in onda un programma nel quale descriveva con abbondanza di particolari la situazione di vera e propria “schiavitù” nella quale erano (e sono tutt’ora) tenuti molti bambini cinesi sin dalla tenera età di cinque anni. Il servizio parlava di un orario di lavoro di ben dodici ore al giorno, retribuito con appena cinque €… ovviamente sempre “al giorno”; “ovviamente” da tale somma venivano decurtati i corrispettivi per il vitto e l’alloggio. Questi bambini producevano di tutto: dai foulards ai cappelli estivi, agli occhiali da sole, dagli ombrelli da borsetta a insulsi e stupidi giochini per bambini, usati anche da adulti deficienti, ecc. Tutte queste cose, spesso riproducenti articoli di grandi Nomi della Moda – e con tanto di Marchio – e prodotte a costi irrisori, venivano (ma soprattutto, vengono) immesse nei mercati clandestini destinati a tutto il mondo eludendo tutti i controlli: quelli doganali, quelli fiscali, ma soprattutto, quelli sanitari.

Riguardo questi ultimi, degli studi in proposito sui materiali usati hanno dimostrato l’utilizzo di sostanze tossiche, ad esempio nelle vernici usate, ma anche nelle lenti degli occhiali da sole.La cosa che più di tutte scatenò l’ira della gente, ma in particolare quella dei “perbenisti” (razza assai diffusa in questo Paese e che non sfiora neanche il pericolo d’estinzione, anzi!) fu giustamente la situazione dei bambini; una proposta ventilata tra le righe dal cronista del servizio, era di “boicottare” questo mercato per contrastarne la sopravvivenza, ma si sa: oltre che all’idiozia, il perbenismo è pari solo alla capacità della gente di dimenticare, cosa questa, che sanno invece bene questi farabutti senza scrupoli che infatti, continuano a prosperare  sulle spalle di poveri lavoratori alla fame e sulla stupidità umana.

La riprova di tutto questo? Basta saper osservare, ma soprattutto saper trarre le debite conclusioni. A tutti sarà capitato di fare una bella passeggiata per il centro storico della Capitale, anche se certi “fenomeni” ormai hanno raggiunto anche la periferia e i piccoli centri. L’area monumentale del Colosseo, la piazza antistante Fontana di Trevi, Piazza della Rotonda davanti al Pantheon, Via del Corso e tutto il centro di Roma, sono letteralmente invasi da extracomunitari, in maggioranza clandestini, che vendono tutte le cose di cui sopra badando di stare ben alla larga dagli agenti in divisa, all’avvicinarsi dei quali, scappano, il che è comportamento “nella norma”, ma lo fanno con sfacciataggine, voltandosi indietro e ridendo, ben consci, forse, che così com’è articolato il nostro sistema, anche se presi e portati all’Ufficio Stranieri, uno, o al massimo due giorni dopo sono di nuovo liberi e possono ricominciare.

Lo fanno addirittura mettendosi davanti ai negozi (accade a Piazza di Spagna), invitando la gente che vuole entrare, a comprare da loro per risparmiare (e potete immaginare il travaso di bile dei negozianti regolari, frustrati dal desiderio irrealizzabile di farsi giustizia da soli…). L’unica cosa che “accusano” è il sequestro della merce, che comunque comprano e vendono a due soldi.Cosa c’entrano i perbenisti in tutto questo? E’ durante la fase di “fermo” e sequestro della merce che questi str…ani danno il meglio di sé, inveendo contro gli agenti rei di rubare a questi “poveretti” la possibilità di vivere e “mangiare”. Passino la tossicità dei materiali, i guadagni in nero degli speculatori, il comportamento sfacciato di questi miserabili, ma…. e i bambini cinesi che già a cinque anni vengono obbligati a lavorare alle condizioni di cui sopra? Beh, è vero: loro “mangiano e hanno un tetto”. Dopotutto a loro hanno “solo” rubato l’infanzia…
Paolo Boncompagni

                    

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