Seguici su

Cerca nel sito

Cerroni arrestato, tutti i dettagli dell’inchiesta

Indagato anche l'ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo

Più informazioni su

Il Faro on line – Sono quattro i filoni di indagine, tutti riuniti in un unico procedimento, che hanno determinato l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per l’avvocato Manlio Cerroni (nella foto), imprenditore del settore dei rifiuti, per il socio Piero Giovi e per l’ingegner Francesco Rando, amministratore di alcune societa’ riconducibili al primo, e poi per Bruno Landi, ex presidente della Regione Lazio nonche’ presidente di Federlazio Ambiente, Giuseppe Sicignano, preposto all’impianto Tmb e supervisore delle attivita’ operative del gruppo ad Albano Laziale, presso la Pontina Ambiente, Luca Fegatelli, gia’ capo Dipartimento della Regione Lazio e Raniero De Filippis, gia’ responsabile del Dipartimento del Territorio della Regione Lazio dal 2007 al 2010. 

In tutto sono 21 le persone indagate a vario titolo nell’inchiesta della procura di Roma che questa mattina ha portato all’arresto di 7 persone, tra cui il patron di Malagrotta Manlio Cerroni. Tra gli indagati c’e’ anche Piero Marrazzo, nella sua qualita’ di presidente della Regione Lazio: per lui si ipotizzano i reati di abuso d’ufficio e falso. In particolare Marrazzo e’ indagato in relazione all’ordinanza Z0003 del 22 ottobre del 2008 con la quale si ordinava al consorzio Coema di avviare le attivita’ per la realizzazione dell’impianto di termovalorizzazione di Albano Laziale. Il provvedimento, emesso ai sensi dell’articolo 191 del decreto legislativo 152/2006 (che consente l’emanazione di ordinanze contingibili ed urgenti al fine di consentire il “ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti”, ma non anche a creare situazioni stabilizzate come la realizzazione di un termovalorizzatore) era pero’ illegittimo in quanto il commissario straordinario aveva cessato i suoi poteri il 30 giugno 2008 e il presidente della Regione Lazio era pertanto divenuto incompetente (tanto che il provvedimento e’ stato annullato dal Tar Lazio con sentenza 36740/2010 per difetto assoluto di competenza, sentenza confermata in parte qua dal Consiglio di Stato).

Tutto cio’, secondo gli inquirenti, al fine di consentire al Colari di iniziare i lavori di realizzazione dell’impianto entro il 31 dicembre 2008 e cosi’ di non decadere dagli incentivi pubblici denominati Cip 6, la cui elargizione era normativamente condizionata al detto requisito. Insieme con Marrazzo per questo episodio sono anche indagati Avilio Presutti, legale del consorzio Coema, lo stesso Cerroni e Luca Fegatelli, responsabile dell’area rifiuti della Regione Lazio, firmatario della relazione preliminare del 21 ottobre 2008 e materiale estensore del provvedimento.

Più informazioni su