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Landi travolto dai rifiuti, preoccupato anche dall’acqua

E' finito agli arresti per l'inchiesta su cerroni. Ma su di lui pende a Latina una richiesta di rinvio a giudizio per l’avvelenamento della falda acquifera di Borgo Montello

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Il Faro on line – Sono anni che Landi si occupa di rifiuti. Quando a Latina si parla di sporcizia da smaltire si parla di lui, l’ex presidente della Regione Lazio diventato imprenditore. Si parla dell’amministratore delegato della Ecoambiente, la società che gestisce una delle due discariche di Borgo Montello. Tante le indagini in cui il manager è incappato, da cui si è sempre difeso come un leone. Oggi è finito in arresto, nell’ambito dell’inchiesta su una presunta associazione per delinquere con a capo Manlio Cerroni, l’avvocato che con Malagrotta ha costruito un impero. Bruno Landi forse le manette non se le aspettava proprio, ma non sono il suo unico serio problema.

Da mesi pende a Latina una richiesta di rinvio a giudizio per il politico diventato imprenditore. Secondo il pm Giuseppe Miliano, Landi, insieme al presidente di Ecoambiente, Vincenzo Rondoni, e all’imprenditore Nicola Colucci, sarebbe responsabile dell’avvelenamento della falda acquifera di Borgo Montello, lo stesso sito che per il pentito Carmine Schiavone è stato utilizzato dai Casalesi per far sparire ogni sorta di veleno. Per il magistrato, gli imputati non avrebbero controllato la sicurezza degli invasi dove sono stati ammassati rifiuti, non li avrebbero bene impermeabilizzati e inquinato così la falda. Il giudice Guido Marcelli ha disposto una perizia e la prossima udienza è fissata per il 12 febbraio. Nel procedimento già sono costituite come parti civili diverse associazioni, a partire da Legambiente, e si è costituita la stessa Regione Lazio. Proprio l’ente di cui Landi è stato presidente.

Clemente Pistilli

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