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Edilizia, adesso i vincoli li mette la magistratura

Decapitato da inchieste, arresti e sospensioni l'intero asset regionale che si occupa di ambiente ed urbanistica. Su Fiumicino l'ennesimo intollerabile allungamento dei tempi è qualcosa di più di un rischio

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Il Faro on line – De Filippis, Fegatelli, Novello. Tre cognomi che a molti potrebbero non dire nulla, ma che sono quelli che hanno in mano le chiavi dell’edilizia di Fiumicino. Le chiavi di una porta contro la quale hanno sbattuto spesso i vari Comitati e Associazioni del territorio, in particolare (ma non solo) per la storia dell’Imu sui terreni cosiddetti B4a, dichiarati edificabili (e dunque tassabili) ma bloccati dall’infinita sequenza di vincoli ambientali e idrogeologici provenienti dalla regione. Ed è appunto in Regione che De Filippis, Fegatelli e Novelli lavorano. O meglio,  lavoravano. In quanto attualmente i primi due sono agli arresti per la vicenda che ha coinvolto Cerroni, mentre il terzo risulta sospeso per questioni interne alla Regione. Risultato: tutta la filiera con la quale Fiumicino si deve interfacciare per muoversi sullo scacchiere anbiente/edilizia/piano regolatore non è disponibile.Considerando che quando erano tutti in prima linea i problemi di Fiumicino si sono trascinati per un decennio, ora che non c’è più nessuno cosa accadrà? Pensare che tolti loro tutto possa procedere in maniera più spedita è solo una battuta.

La realtà – peraltro già in parte concretizzatasi nelle scorse settimane dopo la sospensione di Novello – è che c’è il serissimo rischio che tutto venga nuovamente congelato. Con buona pace dei B4a, dei C3a, del piano casa, dei comparti ecc. ecc. E con buona pace anche della possibile ripresa dell’economia locale.Il sindaco Montino (che la Regione la conosce molto bene) e il suo staff hanno dunque un compito fondamentale: chiarire alla città quali siano i nuovi referenti con i quali dialogare per risolvere tutte le questioni facenti parte peraltro del programma elettorale e sulle quali hanno chiesto la fiducia alla gente.

Non sarebbe accettabile perdere altro tempo, non foss’altro perché tempo da perdere non ce ne è più, con le famiglie indebitate per pagare l’Imu e un comparto – quello dell’edilizia- che non riesce a rialzare la testa. E non si metta davanti a tutto la difficoltà di un’inchiesta giudiziaria. Prima di tutto perché quegli uomini rappresentavano figure tecniche interne ad un Ente, e come tali possono essere immediatamente rimpiazzate, secondo poi perché un’inchiesta non può fermare la normale vita amministrativa di un territorio. L’esempio stesso di Montino è evidente.
Angelo Perfetti

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