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La Lazio non punge e a Bologna è solo noia

Il Faro on line - La Lazio è uscita dal Dall’Ara con un punto e tanti rimpianti per non aver tentato il colpo esterno, che oramai manca da otto mesi, al cospetto di  un avversario in seria difficoltà di gioco e di idee. Mister Reja presentava dal primo minuto il gioiellino brasiliano Felipe Anderson, ma il giovane fantasista si segnalava con una sola discesa sulla fascia  e veniva sostituito con il più concreto Keita a metà  match. La partita ha avuto pochi sussulti. Al 28’ un’azione filtrante di Kone, vedeva Garics mettere un pallone  invitante che Bianchi deviava di tacco, con Berisha che compiva un mezzo miracolo recuperando la posizione solo all’ultimo.  Al 70’ l’occasione più ghiotta veniva sprecata da Klose che ben imbeccato da Candreva mandava alto da due passi, con Curci fuori causa. La replica dei felsinei era di Kone, lesto a girare un cross teso del sempre pericoloso Diamanti, con pallone che sfilava fuori di un soffio.

Alla fine un pari senza reti che serve a poco se non a dare continuità ai risultati positivi dell’allenatore goriziano, ma il gioco e la fase offensiva sono stati scadenti e spesso non accompagnati dagli interpreti dai quali si attendeva una prova di carattere. Nota positiva la difesa rimasta nuovamente imbattuta e con un Biava insuperabile. Il centrale biancoceleste  a  dispetto dei suoi 37 anni si è dimostrato ancora una volta il migliore dei suoi. Ormai il problema del goal è diventato più che palese ed il mister lo ha evidenziato a chiare note nelle interviste del dopo partita. Ora toccherà alla società rispondere con un attaccante di peso, che possa dare man forte al panzer tedesco e a sostituirlo quando fuori causa. Del resto se la punta reclamata   fosse arrivata in estate forse qualche punto in più in classifica sarebbe stato raccolto. I vari giovani necessitano di tempo per crescere e forse il solo Keita ha meritato i galloni del titolare. Il giovane spagnolo sarà la stellina del futuro. Statene certi.
Alessandro Brandi

 

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