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Sabato alla Iuc il pianista Alexander Romanovsky

Il Faro on line - Alexander Romanovski, stella emergente del pianismo internazionale, è nato in Ucraina nel 1984 e, dopo gli studi a Mosca, si è perfezionato all'Accademia Pianistica Internazionale "Incontri col Maestro" di Imola e alla Royal Academy of Music di Londra. Si è affermato a livello internazionale vincendo a soli diciassette anni uno dei più severi e ambiti concorsi pianistici, il "Ferruccio Busoni" di Bolzano. Ma già a undici anni aveva fatto il suo debutto in pubblico con I Virtuosi di Mosca diretti da Vladimir Spivakov e a quindici anni era stato nominato membro dell'Accademia Filarmonica di Bologna, un onore che prima di lui solo Mozart e Rossini avevano ricevuto a quell'età.

Le sue tournées in Europa, America ed Asia sono un'ininterrotta catena di successi: ha suonato con le più grandi orchestre, come New York Philharmonic, Chicago Symphony, Royal Philharmonic di Londra, Filarmonica della Scala, Accademia di Santa Cecilia. Merita una segnalazione particolare il concerto in cui ha suonato Mozart alla presenza di Benedetto XVI. Incide per Decca e Warner Classics. Carlo Maria Giulini, che ha avuto occasione di ascoltarlo giovanissimo, l'ha definito “un pianista di grande talento”. Il New York Times ha detto di lui: "È speciale, non solo possiede una tecnica straordinaria e la creatività nei colori e nella fantasia, ma è anche un musicista sensibile e un lucido interprete.”

 L'altro solista impegnato in questo concerto è l'ungherese Gabor Boldoczki. Nato nel 1976, è stato anch'egli estremamente precoce e già a quattordici anni ha vinto in Ungheria il concorso nazionale per tromba. Ma a lanciarlo in campo internazionale è stata la vittoria del prestigioso concorso di Monaco di Baviera nel 1997, poi del "Grand Prix de la Ville de Paris" e del premio "Young Artist of the Year" nel 2002. Ha suonato come solista al festival di Salisburgo e nelle principali sale da concerto europee, americane e asiatiche. La rivista Fono Forum ha scritto di lui: "Suona più elegantemente e in modo più facile e naturale di tutti i suoi rivali". E la Frankfurter Allgemeine Zeitung: "Un suono radiosamente limpido... un meraviglioso solista di tromba, con una leggerezza senza uguali e un legato unico per morbidezza".

La Franz Liszt Chamber Orchestra, fondata nel 1963, ha appena festeggiato il mezzo secolo di vita, durante il quale si è esibita in più di cinquanta paesi d'Europa, America ed Asia, suonando tra l'altro alla Carnegie Hall di New York, alla Sydney Opera House, alla Suntory Hall di Tokyo, al Théâtre de la Ville di Parigi, al Concertgebouw di Amsterdam e nei principali festival, quali Salisburgo, Lucerna ed Edimburgo. Ha collaborato con i più grandi solisti, tra cui Sviatoslav Richter, Yehudi Menuhin, David Oistrakh, Mstislav Rostropovich e Martha Argerich. È oggi tra le migliori espressioni della scuola ungherese, in cui confluiscono l'eleganza della tradizione classica ereditata da Vienna - l'altra capitale dell'impero asburgico - e il fuoco della musica gitana.

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