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Inchiesta sui rifiuti, la relazione del Presidente Zingaretti alla Pisana

Zingaretti: "Quello che emerge dall'inchiesta è un quadro inquietante"

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Il Faro on line – “L’amministrazione ha predisposto la sospensione dei due dirigenti arrestati e la revoca degli attuali incarichi, e abbiamo intenzione di costituirci parte civile nell’eventuale processo”. Così il presidente Nicola Zingaretti ha iniziato il suo intervento in Consiglio regionale, nella seduta straordinaria che ha come tema l’inchiesta della Procura della Repubblica sulla gestione dei rifiuti. “Quello che emerge dall’inchiesta – ha spiegato Zingaretti – è un quadro inquietante, da approfondire. Ritengo utile un confronto in questa sede non per pronunciare sentenze, questa assemblea non è un tribunale del popolo, ma per svolgere alcune considerazioni politiche. Intanto sulle scelte amministrative che abbiamo fatto in questi mesi. Ricordo che tutti i reati contestati riguardano fatti precedenti all’insediamento di questa giunta. Nelle indagini, è vero, sono coinvolti due dirigenti, Luca Fegatelli e Raniero De Filippis, ai quali sono stati affidati incarichi anche da questa giunta”.

“Ma vorrei ricordare – ha proseguito il presidente – che da subito è stata attuata una rotazione straordinaria dei dirigenti per dare segnale di discontinuità. Abbiamo indicato 18 figure apicali esterne scelte in base ai curricula. Abbiamo agito con due punti fermi: rispetto delle norme e rinnovamento. Le direzioni regionali sono state ridotte da 20 a 12, sono stati aboliti due capi dipartimento, una dei quali era proprio Fegatelli. E’ stata creta una struttura più razionale e corrispondente agli assessorati”. “Fegatelli da capodipartimento – ha ricordato Zingaretti – è stato collocato alla dirigenza dell’Abecol, con un ruolo molto ridimensionato. De Filippis è stato destinato a una direzione regionale ma senza ruolo nell’ambito dei rifiuti. Sottolineo come incarichi non corrispondenti alla loro qualifica avrebbe portato a un immediato ricorso con danno erariale a carico della Regione”.

“La nostra azione amministrativa – ha proseguito ancora il presidente della Regione – è stata sempre rivolta al cambiamento: ricordo la centrale unica per gli acquisti, il nuovo regolamento per le stazioni appaltanti, la nuova disciplina per il pagamento dei fornitori. Siamo la prima Regione ad aver adottato integralmente la fatturazione elettronica dei pagamenti. Nei prossimi giorni approveremo il primo piano triennale di prevenzione della corruzione e il nuovo programma per la trasparenza: rotazione dirigenti, rafforzata la normativa sulla trasparenza, pubblicazione dei curricula, degli appalti, di tutti i contributi erogati. La valutazione dirigenti sarà su obiettivi reali, fra gli altri anche l’adozione di misure di prevenzione della corruzione. La bozza piano è stata inviata alla Procura”.

“Anche sulla gestione dei rifiuti – ha spiegato ancora Zingaretti – la strada che abbiamo tracciato è limpida. Sono state avanzate alcune ricostruzioni strumentali e arbitrarie. Le amministrazioni da me presiedute, in Provincia come in Regione hanno sempre portato avanti una politica ambientale improntata alla promozione del bene comune contro la tutela degli interessi di parte, la battaglia per il cambiamento e l’innovazione del trattamento dei rifiuti”. “Le scelte che abbiamo adottato – ha attaccato il presidente – sono il miglior testimone della nostra contrarietà al disegno criminale di cui si parla nell’inchiesta. La chiusura di Malagrotta, in sintonia con il Comune di Roma, l’aumento del 2300 per cento della raccolta differenziata in Provincia di Roma, il no alla discarica di servizio nelle aree di Monti dell’Ortaccio e Riano, le opzioni più gradite all’avvocato Cerroni. Abbiamo denunciato puntualmente il sottoutilizzo degli impianti di trattamento. Abbiamo affrontato l’emergenza di Roma mettendoci la faccia, garantendo il trattamento dei rifiuti negli impianti di Lazio, Abruzzo e Toscana, abbiamo dato una valutazione positiva all’indicazione di Falcognana (non di proprietà del gruppo Cerroni) come sito provvisorio per chiudere il ciclo dei rifiuti a Roma”.

“Non metto in discussione il diritto alla critica – ha concluso Zingaretti – ma dico no a insinuazioni basate sul nulla. Mi riferisco anche alla vicenda dell’iter autorizzativo dell’impianto di Rocca Cencia, rispettoso della legge, senza nessun favoritismo, come ha già spiegato di recente l’assessore Civita e come confermo. L’assessore agì in piena sintonia con me. Anche grazie a questa inchiesta siamo a un punto di svolta nella gestione dei rifiuti. Le istituzioni sono chiamate a svolgere un ruolo di estrema delicatezza, per riaffermare l’interesse pubblico contro l’interesse di parte. Auspico anche io, come ha detto il procuratore Giuseppe Pignatone che l’inchiesta sia un contributo alla soluzione dei problemi della gestione dei rifiuti a Roma: va ricordato che il ruolo che Cerroni ha avuto è dovuto anche a politica pigra che ha rinunciato a svolgere il proprio compito. Ci uniamo alla richiesta di Marino: il ministro nomini un nuovo commissario con un mandato chiaro”.

“La chiusura di Malagrotta – ha concluso il presidente – apre una fase totalmente nuova. Abbiamo tre obiettivi: sostenere attivamente la riduzione della produzione dei rifiuti; rafforzare la raccolta differenziata; affrontare il fabbisogno di impianti della Regione per arrivare all’equilibrio tra produzione dei rifiuti e il trattamento degli stessi, rafforzando la filiera del riuso e del riciclo. Sarà questo l’oggetto del nuovo piano rifiuti regionale. Un piano con il quale vogliamo far sì che ne Lazio non si parli più di rifiuti come un problema, ma come un modello al quale guardare per la diffusione della differenziata, per la qualità e la sicurezza degli impianti e per l’avvio di quella filiera industriale capace di trasformare i rifiuti in risorsa”.

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