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Inchiesta sui rifiuti, le dichiarazioni dei consiglieri regionali

Dopo la relazione del presidente della Giunta regionale, Nicola Zingaretti, riportiamo alcune dichiarazioni dalla Pisana

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Il Faro on line – Il dibattito in Aula sul tema dei rifiuti ha visto protagonisti tutti i gruppi consiliari. Di seguito riportiamo, in estrema sintesi, tutti gli interventi. Dopo la relazione del presidente della Giunta regionale, Nicola Zingaretti, ha preso per primo la parola Michele Baldi (Per il Lazio), che ha riassunto, citando anche le carte dell’inchiesta, la propria storica posizione di totale contrarietà al “sistema Cerroni” e alle modalità di gestione della discarica di Malagrotta da parte del Comune di Roma ai tempi di Alemanno sindaco, denunciando i forti ritardi nell’avvio della raccolta differenziata, soprattutto nell’area metropolitana.

“Sono molto contento di non starci proprio in quelle carte – ha dichiarato nel suo intervento Francesco Storace (La Destra) – ci sono pesanti responsabilità politiche, non indistinte, a partire da una precisa parte politica. Va ricordato che la chiusura di Malagrotta, rivendicata da Zingaretti è stata raggiunta attraverso un percorso avviato dal sindaco Alemanno e dalla presidente Polverini. Non voglio parlare degli indagati, ma dei non indagati, dei molti che hanno voluto erogare vitalizio a Cerroni. Serve un meccanismo di controllo sulle autorizzazioni. Io sono sempre stato garantista, ma vorrei dei chiarimenti. Sull’assessore Civita, intanto. Perché quello che emerge è un quadro di attenzioni eccessive da parte di Civita per Cerroni, relazioni spinte troppo. Serve chiarezza. E poi sul commissario dell’Arpa, Carrubba. E’ opportuno che rimanga al suo posto dopo otto anni?”

Secondo Silvana Denicolò (M5S) “questa giunta è ignava e quindi comunque colpevole. Vogliamo risposte su quello che non è stato fatto e detto sui rifiuti e sulle risposte che non sono state date. Ad esempio alle nostre interrogazioni su De Filippis, che ha patteggiato una pena per abuso d’ufficio, quindi ha ammesso la sua colpevolezza, e su Fegatelli, che è stato addirittura promosso da Zingaretti. Perché De Filippis è stato messo a dirigere l’Ambiente? Malagrotta, infine, non è chiusa: qua continuano ad arrivare gli odori. Vorrei ricordare le varie farse messe in scena da Zingaretti, a cominciare dal suo programma elettorale, poi su Falcognana e Cupinoro. Dove vanno i rifuti di Roma adesso? Abbiamo presentato interrogazioni, mozioni, risoluzioni, su questi temi senza mai avere risposte. Vogliamo sapere quali sono i progetti già avviati dagli indagati. Noi non siamo giustizialisti, vogliamo solo che tutto questo cambi. Destra e sinistra hanno pari responsabilità”.

Per Fabio De Lillo (Ncd) “il tempo sarà galantuomo”. “Ho portato oggi con me in Aula – ha detto – tutte le ordinanze dell’allora sindaco di Roma Alemanno, controfirmate da me in qualità di assessore, con prescrizioni attente e puntuali per verificare le condizioni del sito di Malagrotta, segno evidente del buon lavoro che è stato fatto in Campidoglio negli ultimi anni sul tema della salvaguardia dell’ambiente e della tutela della salute pubblica”. De Lillo ha poi rivendicato il protocollo d’intesa tra Comune di Roma e ministero della Difesa, poi non concretizzato, in cui si inviduava un’area militare a 12 chilometri dal primo centro abitato per ospitare una “Cittadella virtuosa della trasformazione dei rifiuti”.

Fabrizio Santori (Gruppo Misto) ha denunciato: “Questo sistema oggi al centro delle inchieste giudiziarie andava smontato sin dal principio di questa legislatura. Si poteva e si doveva fare, in nome della trasparenza e della partecipazione. Solo così si tiene lontano il marcio dal governo della cosa pubblica”.

“Sono passati quattro mesi – ha accusato Devid Porrello (M5S) – dal primo Consiglio sui rifiuti chiesto da noi. Da allora la situazione è cambiata in peggio, Zingaretti continua a raccontarci le favolette da campagna elettorale. Sulle nomine avete sforato i limiti di legge. E’ stata trasportata qui la giunta provinciale, questa è la verità. E così è avvenuto per l’assessore Civita e per i nuovi dirigenti. In tante discariche del Lazio viene ancora conferito il “tal quale”. Così a Bracciano e all’Inviolata. Le indagini della magistratura non fanno altro che confermare quello che abbiamo scritto in tante mozioni. Lei oggi ci annuncia un nuovo piano rifiuti. Se è quello che ha illustrato a dicembre in giunta, c’è da mettersi le mani nei capelli. Viene prevista la riapertura del rigassificatore di Malagrotta, che verrà raddoppiato. Dovevamo arrivare al 65 per cento di differenziata nel 2015, nel piano si parla del 5 per cento in più ogni anno. Ci prendiamo tempo fino al 2020, insomma”.

“Assistiamo all’epilogo di una catastrofe annunciata – secondo Giancarlo Righini (FdI) – il sistema criminale messo in piedi da Cerroni era noto da tempo. Un sistema inaccettabile nello smaltimento dei rifiuti che ha compromesso intere zone della nostra Regione. Va garantito il diritto alla salute dei cittadini che abitano in quelle zone. Una delle prime direttrici dell’attività dell’amministrazione deve essere la bonifica di queste zone. L’altra è la modalità di gestione dei rifiuti. L’amministrazione deve presentare subito il nuovo piano dei rifiuti, senza nuove discariche e nuovi inceneritori, utilizzando i metodi più avanzati. E soprattutto deve porre le condizioni per evitare nuove situazioni di monopolio. Da domani non ci sono più alibi”.

Gino De Paolis (Sel) ha ricordato che “in Provincia abbiamo trovato la raccolta differenziata a zero, siamo arrivati a un milioni di persone, con Zingaretti presidente. Ogni territorio deve essere responsabile dei propri rifiuti. Non si può pensare che i rifiuti di Roma finiscano in altri territori. Io sono preoccupato anche per Cupinoro, che serve 25 Comuni del territorio. Dobbiamo far partire la raccolta porta a porta in tutta la Regione, la nostra linea è chiara. Adesso serve un nuovo piano rifiuti in tempi brevi, per far sì che non si ripeta un’onta di questo tipo”.

Giuseppe Simeone (Pdl) ha ricordato che “la Provincia di Latina da tempo sta puntando all’autosufficienza nell’ambito del ciclo dei rifiuti, ma ci sono sempre stati ostacoli a livello regionale. Oggi – ha spiegato – bisogna tornare al concetto di autosufficienza territoriale, per responsabilizzare la varie aree e scoraggiare nuovi accumuli di potere in un solo luogo, in un piccolo gruppo di persone”.

Pietro Di Paolantonio (Ncd) ha rivendicato i meriti della Giunta Polverini, di cui faceva parte in qualità di assessore, nel processo che ha poi portato alla chiusura della discarica di Malagrotta. “L’inchiesta in atto mina ancora di più la fiducia dei cittadini nella politica – ha continuato -: dobbiamo cogliere questa tragica occasione per voltare pagina e mettere in essere tutti gli anticorpi per gestire al meglio il ciclo dei rifiuti, senza favorire nuovi monopoli”.

“Non sono sicuro che la soluzione pubblica sia la migliore – ha dichiarato Pietro Sbardella (Gruppo Misto) – il problema sono le risorse e gli indirizzi che si sono scelti. Questa Regione non ha voluto e non aveva le risorse per inseguire la tecnologia con cui avremmo creato una vera concorrenza. Quando si parla di discariche il monopolio diventa quasi automatico se c’è un imprenditore che è proprietario di quasi tutti i siti adatti. Dobbiamo trovare la soluzione definitiva per la discarica e come garantire la sicurezza di quel territorio. Di questo dobbiamo parlare”.

Riccardo Valentini (Per il Lazio) ha spiegato che “questa inchiesta fa emergere un quadro inquietante. La cosa che mi ha colpito di più sia il fatto che Cerroni fosse una specie di supertecnico dei rifiuti. Mi ha addolorato vedere come ci sia stato un completo assoggettamento. Sentiamo il peso di questa incapacità del passato, abbiamo un’emergenza importante, dobbiamo reagire. Dobbiamo recuperare la fiducia dei cittadini, Zingaretti ha dato dimostrazione di affrontare con serietà questo tema, già da presidente della Provincia. Dobbiamo guardare al futuro, dare un nuovo impulso alla nostra attività in questo campo. C’è il tema centrale di Roma, ma dobbiamo accelerare sulla riduzione dei rifiuti all’origine, questo è essenziale”.

Marco Vincenzi (Pd), nell’ultimo intervento del dibattito ha “apprezzato la relazione del presidente Zingaretti. Questo Consiglio ha la volontà di affrontare questo tema dando un contributo reale, dando risposte alle aspettative dei cittadini. In pochi mesi questa istituzione ha avuto chiara la necessità di arrivare a un punto di svolta: la chiusura di Malagrotta. E allo stesso tempo la non disponibilità ad una nuova discarica a Monti dell’Ortaccio. Abbiamo difeso coerentemente una posizione e abbiamo raggiunto questo obiettivo. Questa inchiesta giudiziaria è la certificazione della mancata presenza della politica nella gestione dei rifiuti. E ci dice anche che sono state giuste le nostre scelte per il rinnovamento della macchina amministrativa”.

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