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“Bando spiagge, con la trasparenza la sinistra fa solo propaganda”

Rasi e Colloca: "Un documento che evidenzia solo criteri generici e quindi facilmente interpretabili"

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Il Faro on line – “Si è discussa nel Consiglio odierno la proposta di Risoluzione volta a definire le linee di indirizzo per l’affidamento dei servizi connessi alla balneazione sulle spiagge libere di Ostia Lido, nel tratto cha va dal Porto Turistico fino alla Colonia Marina. Un documento privo di contenuti che è approdato in Consiglio senza aver coinvolto quelli che dovevano essere i protagonisti del percorso di partecipazione volto a creare un documento completo”. Lo affermano i consiglieri Cristiano Rasi (F.I.) e Salvatore Colloca (Fratelli d’Italia) che spiegano: “Quello che, sicuramente, rappresenta il documento più importante portato all’attenzione del Consiglio nel corso del mandato, viene discusso in fretta e furia, giustificando tale fretta per ragioni di urgenza legata all’inizio della stagione balneare senza consultare pubblicamente i cittadini, gli uffici competenti e gli enti competenti per materia. Un bando oltretutto che si incardina sul precedente bando revocato in autotutela per ragioni legate al sospetto di irregolarità e che è stato oggetto di numerosi ricorsi amministrativi da parte dei vincitori dello stesso”.

“La risoluzione indica solo sei punti senza citare: quali siano i soggetti destinati a partecipare allo stesso, quali attività siano ammesse, quali canoni applicare, quali iniziative vengano incentivate né tantomeno quali obblighi siano posti a carico degli assegnatari. Un documento che nei sei punti evidenzia oltretutto solo criteri generici e quindi facilmente interpretabili e che, di fatto, si limita a delegare alla Giunta municipale la predisposizione dei criteri da inserire nel bando attribuendole un compito che spetta al Consiglio e che lascia alla stessa Giunta una discrezionalità troppo ampia, sottraendo il futuro atto a qualsiasi controllo e confronto. Ecco perchè in sintesi abbiamo votato contro questo documento andando a stigmatizzare non solo la mancanza di contenuti ma anche la mancanza di un percorso di partecipazione e di condivisione. Vista la bufera giudiziaria che ha travolto nei mesi scorsi questo territorio ci saremmo aspettati un po’ piu’ di trasparenza”.

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