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Fotografia, gli scatti “rubati” di Marco La Ferla

Un talento emergente del X Municipio racconta la sua passione

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Il Faro on line – Marco La Ferla è un giovane talento della fotografia. Nato ad Augusta, vive ormai da dieci anni a Roma e si è perfettamente integrato nel nostro territorio, tanto da essere considerato uno dei talenti emergenti del X Municipio. Ha partecipato a numerose mostre collettive. Vincitore del concorso Metrophotochallenge “Foto del giorno”, si è aggiudicato, tra l’altro, il ruolo di Fotografo ufficiale per il 14esimo Raduno Smart Roadster Club.

Date una sbirciata al suo sito (http://marcolaferla.altervista.org/blog/) e, da subito, vi immergerete nell’alone di magia che le sue foto riescono a creare. Esse raccontano, come spiega lui stesso nella sua pagina web, “Piccole storie raccolte per strada”. Recentemente ha realizzato la mostra dal titolo “Stolen Shots” – scatti rubati – in cui invita il pubblico a fermarsi per un attimo e a osservare l’autenticità di queste persone, ignare di essere state immortalate nella quotidianità dei loro gesti.

Quando nasce il tuo amore per la fotografia?

“Non posso parlare di una nascita vera e propria. In realtà è una passione innata che ho avuto da sempre. Ho cominciato con la prima compatta della Polaroid, per poi passare alla reflex Zenit a pellicola e alla mia fedele amica, la Reflex digitale Canon”.

Qual è il soggetto che più ti piace fotografare?

“Amo lo street: rubare momenti per strada e immortalare soggetti inconsapevoli. Questo è lo spirito della mia mostra Stolen shots. Mi piacciono, però, tutti gli stili, come il paesaggio, la natura, lo still life”.

Cosa significa per te la fotografia: passione o professione?

“Beh, diciamo che il mio lavoro principale è un altro. Io sono un ingegnere elettronico. Spero un giorno che la fotografia diventi la mia sola e unica professione”.

Hai fatto tanti lavori e ricevuto anche dei riconoscimenti importanti. Qual è la maggiore soddisfazione che hai ricevuta?

“Sicuramente l’ultima esposizione mi ha consentito di vedere dal vivo la reazione delle persone davanti alle mie foto. Quando vengono guardate sul sito attraverso lo schermo del computer, non posso sapere cosa provano, quali sensazioni riescono a suscitare in loro. Per me sono un click in più sulla mia pagina. Stavolta è stato diverso. Altri lavori che ricordo con grande piacere sono la copertina che ho realizzato per una rivista di bambini “Un pediatra per amico” e un concorso per un laboratorio di fisica nucleare al quale ho partecipato. In quest’ultimo progetto, in particolar modo, sono riuscito a unire la mia passione alla mia professione”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

“Vorrei portare in altre città la mia esposizione e trovare sempre nuove location dove poter esporre i miei lavori. Poi ovviamente devo studiare, studiare e ancora studiare, per migliorare sempre”.

Il tuo sogno nel cassetto?

“Vorrei vivere viaggiando e fotografando. Mi piacerebbe diventare un reporter”.

Isotta Rodriguez Pereira

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