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Tor Vergata, ecco la nuova stagione di Roma Sinfonietta

La musica per il cinema di Nino Rota, concerti sinfonici, una star dell'opera, illustri concertisti classici, famosi jazzisti, una grande attrice e tanto altro

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Il Faro on line – Presentata dal Rettore dell’Università Tor Vergata Giuseppe Novelli e dal direttore artistico di Roma Sinfonietta Luigi Lanzillotta la stagione dei concerti 2014, che si svolgerà dal 18 febbraio al 21 maggio nell’Auditorium “Ennio Morricone” della Facoltà di Lettere e Filosofia.
Il rettore Giuseppe Novelli, dimostrando di credere fortemente nell’importanza della musica per la completa formazione intellettuale degli studenti e per il consolidamento del senso di appartenenza di studenti, professori e personale tutto alla comunità universitaria, ha voluto rinnovare e rafforzare la collaborazione tra queste due prestigiose istituzioni della capitale, che si concretizza in una ricca serie di appuntamenti. Fino al 21 maggio 2014 sono in programma 10 concerti in abbonamento, un concerto straordinario per la pace e alcuni incontri speciali con popolari cantanti e musicisti.
Il programma ideato dal direttore artistico Luigi Lanzillotta propone un’offerta musicale molto articolata, che abbraccia un ampio ventaglio di esperienze musicali, dal Settecento ai nostri giorni, dalla musica sinfonica alla cameristica, dall’opera al jazz. In sintesi, i dieci concerti in abbonamento si possono suddividere in quattro concerti sinfonici, due concerti cameristici, un concerto lirico e tre concerti jazz: ma questo non dà pienamente conto della varietà delle proposte.
I concerti, tranne un paio di eccezioni, si svolgeranno il mercoledì, e l’orario di inzio è sempre le 18.00.
Si inizia, martedì 18 febbraio, con un concerto monografico dedicato a Nino Rota, di cui saranno eseguite le indimenticabili musiche composte per alcuni capolavori della cinematografia della seconda metà del secolo scorso, che recano la firma registica di Federico Fellini, Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Lina Wertmüller e Francis Ford Coppola. Le interpreteranno il soprano Paola Sanguinetti, l’Orchestra Roma Sinfonietta e il direttore Marcello Rota, la cui prestigiosa carriera si svolge nelle più importanti sale d’Europa, quali Concertgebouw di Amsterdam, Musik Halle di Amburgo, Royal Albert Hall di Londra, Palais des Beaux Arts di Bruxelles, Filarmonica di Monaco e di Berlino, Accademia Nazionale di S.Cecilia, Scala di Milano e Opera di Roma, nonché in America del Nord e del Sud, Asia, Africa e Australia.
Il 5 marzo, primo appuntamento con la musica da camera. Si ascolteranno musiche di Mozrt, Reinecke e Debussy affidate al flauto di Mario Ancillotti, uno dei musicisti italiani più rappresentativi nell’ambito del suo strumento, oltre che direttore d’orchestra e organizzatore. A Roma molti lo ricordano perché divideva con Severino Gazzelloni l’incarico di primo flauto dell’Orchestra della Rai, prima di dedicarsi interamente all’attività solistica. Con lui suona il pianista Alessandro Marangoni. Aggiunge ulteriore interesse al concerto la partecipazione di una grande attrice come Milena Vukotic, che interpolerà alla musica la lettura di testi di Mozart stesso, di Pierre Louys e di Friedrich de La Motte Fouqué.
La musica da camera torna il 12 marzo con un altro grande solista di strumento a fiato, Alessandro Carbonare, che è stato primo clarinetto dell’Orchestre National de France e ora lo è dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia. Ha suonato come solista con grandi direttori, tra cui Claudio Abbado, che l’ha voluto anche per l’incisione del Concerto K. 622 di Mozart. Con il pianista Monaldo Braconi e la violinista Elisa Papandrea ha impaginato un programma che esplora diversi aspetti della musica dei primi decenni del ‘900: Stravinsky, Poulenc, Gershwin arrangiato da Russell Bennett e Weill rivisitato da Priolo. Accanto a questi classici del Novecento, due autori contemporanei, il salentino Francesco Maggio, compositore di grande talento naturale e spontaneamente portato a valorizzare l’aspetto comunicativo della musica, e il clarinettista, sassofonista e compositore tedesco Reiner Kuttenberger, di cui sarà eseguito un pezzo di forte carica teatrale.
Il 26 marzo entra in scena il jazz con il duo Fabrizio Bosso – Luciano Biondini. Le doti d’improvvisatore e la tecnica virtuosistica fanno di Bosso uno dei piu’ grandi trombettisti di jazz al mondo, mentre Luciano Biondini e’ uno dei maggiori fisarmonicisti italiani e un vero maestro e virtuoso del suo strumento. I due si conoscono e si ammirano da molto tempo e da qualche anno si esibiscono spesso in duo. In questo concerto spaziano da pezzi di loro ideazione a Brahms, a Rota e a The Shadow of Your Smile di Johnny Mandel e Paul Francis Webster, portato al successo dalla cantante brasiliana Astrud Gilberto e vincitore nel 1965 di un Academy Award e un Grammy.
Il 2 aprile secondo appuntamento con l’Orchestra Roma Sinfonietta, che questa volta presenta due capolavori della musica barocca. Lo Stabat Mater è l’ultima composizione di Giovan Battista Pergolesi, portata a termine pochi giorni prima della sua precocissima morte a soli ventisei anni: era la prima volta che la musica sacra si animava di un calore e una carica emotiva nuovi, che dopo quasi trecento anni non si sono ancora attenuati. A Pergolesi segue  Georg Friedrich Haendel con la sfavillante Suite in re maggiore per trombino e archi. I solisti sono Paola Sanguinetti  e Renata Lamanda in Pergolesi e Andrea Di Mario in Haendel. Sul podio Carlo Rizzari, che al ruolo di assistente di Antonio Pappano all’Accademia di Santa Cecilia affianca una carriera internazionale sempre più intensa e ricca di soddisfazioni.
Il 9 aprile ritorna il jazz con Natalio Mangalavite, pianista argentino di origini italiane e tornato da più di vent’anni in Italia, dove una brillante attività di solista, collaborando canche on Fabio Concato, Peppe Servillo, Fabrizio Bosso e e altri musicisti del mondo pop, jazz e etnico. Il titolo del suo concerto, “Musica dalla fine del mondo”, si riallaccia a una frase di papa Francesco I, quando ha detto di venire dalla fine del mondo, l’Argentina. Sono infatti in programma autori argentini e  di altri paesi sudamericani, tra cui non può mancare Astor Piazzolla.
Venerdì 11 aprile, fuori abbonamento, un concerto per la pace con l’Ensemble Musica d’Oggi e la partecipazione di Anna Oxa. Musiche di Ennio Morricone, Donatella Caramia, Matteo D’Amico e dei giovanissimi Alessandra Ravera e Domenico Turi.
Un’occasione da non perdere è il concerto del 30 aprile con Mariella Devia, accompagnata dal pianista Antonello Maio. Questa grande signora del bel canto riserva al pubblico di Tor Vergata un prezioso recital verdiano, in cui eseguirà alcune romanze da camera e tre arie tratte dalle opere I Lombardi alla prima crociata, Il Corsaro e I Vespri siciliani, mettendo al servizio di Verdi la sua tecnica squisita e infallibile, che oggi probabilmente non ha eguali al mondo.
Il 7 maggio torna l’Orchestra Roma Sinfonietta per un concerto dedicato ai due grandi rappresentanti dello stile classico, Haydn e Mozart, con Luigi Piovano come direttore e solista. Piovano è primo violoncello dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia e primo violoncello ospite della Tokyo Philharmonic Orchestra e della Seoul Philharmonic Orchestra e svolge contemporaneamente un’intensa attività di solista, che l’ha portato a suonare con illustri partner come Wolfgang Sawallisch, Myung-Whun Chung e soprattutto Antonio Pappano, con cui collabora regolarmente dal 2007. Dal 2002 svolge inoltre un’attività di direttore d’orchestra, che è in grande espansione e lo vede spesso sul podio dei Musici Aurei, con cui ha inciso vari cd.
L’ultimo concerto di jazz, il 14 maggio, è un appuntamento da non perdere con un quartetto d’eccezione, formato dalla voce di Maria Pia De Vito, dal pianoforte di Rita Marcotulli, dal contrabbasso di Ares Tavolazzi e dalla batteria di Roberto Gatto, cioè da quattro dei migliori musicisti jazz italiani. In programma musica della stessa Marcotulli e di Duke Ellington.
Come aveva inaugurato la stagione, così l’Orchestra Roma Sinfonietta la chiude, il 21 maggio. Fabio Maestri dirige un programma che vede Vincenzo Bolognese, primo violino di spalla dell’Opera di Roma, impegnato in ben tre brani: il Concerto in re minore per violino, pianoforte e archi di Mendelssohn (con Michelangelo Carbonara al pianoforte), il Valse-Scherzo op. 34  di Ciajkovskij e il Poème op. 25 di Chausson. Maestri dirige inoltre le Danze rumene di Bartok.
Affiancheranno i concerti incontri, che si svolgeranno alle ore 12.00: con Amedeo Minghi il 5 marzo, con il giovane cantautore calabrese emergente Dario Brunori Sas il 9 aprile e con altri musicisti e cantanti da determinare.

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