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Tornano a Viterbo le Uova di Pasqua dell’Ail

Dal 4 al 6 aprile. I volontari dell'associazione saranno presenti anche nei comuni della Tuscia, tra cui Tarquinia

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Il Faro on line – Saranno vestite di verde, arancio, giallo, fucsia, per presentarsi nel migliore dei modi all’appuntamento della solidarietà. Stiamo parlando delle Uova di Pasqua dell’AIL, l’Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma, che ritornano dal 4 al 6 aprile a Viterbo. Nel capoluogo, i banchetti dell’AIL saranno a piazza delle Erbe, a via Filippo Ascenzi, presso l’ospedale di Belcolle, la Cittadella della Salute, i centri commerciali Ipercoop e E. Leclerc e le parrocchie cittadine. «Anche quest’anno le persone avranno la possibilità di rendere più dolce e buona la Pasqua, sostenendo la ricerca scientifica con un contributo minimo associativo di 12 euro, per avere in dono uno squisito uovo di cioccolato. – dichiara l’AIL Viterbo – Confidiamo nella generosità dei viterbesi, che è grande, per aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi, tra cui quello importantissimo della “casa alloggio” per i pazienti non residenti. Determinanti, come sempre, saranno il cuore e l’impegno dei nostri volontari». Oltre a Viterbo l’AIL sarà negli ospedali di Montefiascone e Ronciglione e nei comuni della Tuscia, tra cui Tarquinia (piazza Cavour e viale Luigi Dasti). Giunta alla 21ª edizione, la manifestazione è posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. I fondi raccolti saranno impiegati per finanziare il GRUPPO GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto), cui fanno capo oltre 150 centri di ematologia che hanno lo scopo d’identificare e diffondere i migliori standard diagnostici e terapeutici per le malattie ematologiche, collaborare al servizio di assistenza domiciliare per adulti e bambini, che consente ai malati di essere seguiti nella propria abitazione, riducendo così i tempi di degenza ospedaliera e assicurando la continuità terapeutica dopo la dimissione; di realizzare “case alloggio” nei pressi dei centri di terapia per ospitare i pazienti non residenti e permettere loro di affrontare i lunghi periodi di trattamento; sostenere  il funzionamento dei centri di ematologia e di trapianto di cellule staminali e i laboratori per la diagnosi e per la ricerca; promuovere la formazione e l’aggiornamento professionale di medici, biologi, infermieri e tecnici di laboratorio.

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