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Tagli ai budget, tetraplegici in protesta sotto la sede dei Servizi Sociali

Alessandra Colonna: "L’amministrazione comunale ha deciso di ridurre i contributi per l'assistenza indiretta"

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Il Faro on line – Questa mattina 22 persone con disabilità affette da tetraplegia hanno manifestato sotto la sede dei servizi sociali di Fiumicino, in via degli Orti, protestando per il taglio del 70 per cento delle ore di assistenza indiretta e dei budget. La delegazione ha chiesto poi un incontro con l’assessore ai servizi sociali Paolo Calicchio.

“Nel mese di Febbraio 2014, in maniera retroattiva – spiega Alessandra Colonna, affetta da tetraplegia e costretta su una sedia a rotelle – l’amministrazione comunale ha deciso un taglio netto delle ore e dei budget dell’assistenza indiretta, in barba a quanto afferma il regolamento sull’assistenza indiretta. Mentre fino a dicembre 2013 il 75 per cento del contributo veniva anticipato e il 25 saldato a chiusura della rendicontazione, oggi non è più così. Il Comune a febbraio con una lettera ci ha avvertito che in maniera retroattiva e quindi da gennaio avrebbe saldato l’intero contributo a fine rendicontazione, lasciandoci così senza soldi e nell’impossibilità di pagare assistenti e badanti che si rifiutano, senza percepire uno stipendio, di firmare le buste paga che servono poi per sbloccare i fondi. È un cane che si morde la coda. Il Comune ci ha abbandonato, buttandoci in mezzo a una strada”.

“Siamo 22 persone con disabilità che da tre mesi non percepiscono alcun contributo – spiega un altro tetraplegico, Claudio Biscossi -. Siamo abbandonati a noi stessi. Oltre al taglio dei budget hanno previsto un taglio anche delle ore assegnate per l’assistenza indiretta che si aggira tra il 50 e il 70 per cento. Premetto che sono tetraplegico e non riesco nemmeno a prendere un bicchiere d’acqua. Il mio contributo è passato da 1800 euro a ottocento euro al mese mentre mi sono state tagliate il 70 per cento delle ore che oggi sono dieci. Come faccio? Mia moglie lavora, ho dovuto licenziare le due badanti che si prendevano cura di me e oggi sono costretto a stare solo in casa o chiedere l’aiuto di parenti, famigliari e amici. Sento parlare ogni giorno di aumento dei fondi per i servizi sociali ma nella realtà vedo solo tagli”.

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