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“Solo una birra”… e devasta 4 auto parcheggiate

Il Faro on line – Era il settembre del 2012 (precisamente il 24) allorché ci occupammo, in questa rubrica, delle conseguenze del contravvenire al disposto dell’art. 186 del Codice della Strada. Da allora, volendo tracciare un bilancio, penso saremmo tutti concordi nel dire che… non è cambiato nulla! Nonostante l’inasprimento delle sanzioni previsto dalla norma, così come modificata dalla L.120/2010, non accennano a diminuire, anzi, nonostante i rischi che comporta l’abuso di sostanze alcooliche, primo fra tutti quello di una cirrosi epatica fulminante, sembrano godere ottima salute ed essere sempre più numerosi.

Per esigenze legate a quella Giustizia cui in parte si ispira questa rubrica, i sofisticati macchinari deputati all’eventuale riscontro di anomalie riguardo la conduzione di veicoli, devono essere sottoposti periodicamente a severi controlli che ne certifichino la perfetta corrispondenza ai requisiti previsti dalla legge. E’ opinione di chi scrive che, stante l’assoluta priorità della salvaguardia della libertà personale e dei sacrosanti diritti di tutela, tali garanzie non siano mai troppe né troppo esagerate, ma ci piacerebbe che, pensando alle potenziali vittime degli “idioti a 
piede libero”, il rapporto fosse davvero di tipo sinallagmatico prevedendo anche per loro le stesse garanzie di libertà (prima fra tutte, quella di riuscire, una volta usciti di casa, a tornarci illesi e senza danni alle cose) dando soddisfazione a quella giustezza cui si ispira l’altra parte di questa rubrica.

E’ accaduto circa una settimana fa, nella notte tra domenica e lunedì scorso, nel centro della Capitale, in zona Lungotevere. Un’auto, per cause ignote (almeno in apparenza), si è fermata sul bordo sinistro della carreggiata; “Beh – direte voi – se è successo di notte – erano circa le 01,30 – poco male; non c’è molto traffico a quell’ora e il rischio che qualcuno la tamponi è limitato”; il problema è che, prima che “L’auto si inchiodasse” – come dichiarato dal conducente – ha pensato bene di “incollarsi” quattro vetture parcheggiate; una a seguito dell’urto è “salita” sul marciapiede con le ruote sinistre; ad un’altra ha divelto lo sportello (per un caso fortuito del destino la persona aveva appena fatto in tempo a salire a bordo). 

In sede di rilevamento del sinistro, sono ovviamente scattati i controlli di rito, quindi anche quello del tasso alcoolico nel sangue. Per un insieme di situazioni contingenti e di tempi tecnici che comporta l’uso dell’apparecchiatura, i controlli sono stati effettuati ad una distanza di alcune ore dall’evento, verso le 5 di mattina. I risultati hanno dato esito positivo con un riscontro di 1,43 e 1,38 g/l (la norma ammette un massimo di 0,50 e neanche in tuti i casi). A fronte di ciò, sono state applicate le sanzioni di rito, ma la cosa che merita di essere citata è la reazione del soggetto: secondo questi il macchinario – per ovvi motivi molto costoso – era “da buttare” in quanto lui aveva bevuto “solo una birra” e mangiato una pizza. Ovvio che la frase è da considerare perfettamente in linea con l’imbecillità del profferente, ma pensando ai danni causati, alle noie delle procedure per i risarcimenti, alla cronica inadeguatezza degli stessi rispetto ai danni patiti, allo spavento e chi più ne ha più ne metta, la tentazione era proprio quella di sferrargli un calcione nel deretano ma…. di quelli che comporterebbero l’uso di abbondanti lassativi per la restituzione della scarpa!
Paolo Boncompagni

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