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Indennità dei dirigenti, ecco l’atto di indirizzo della Giunta comunale

Tetto massimo fissato a 45 mila euro

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Il Faro on line – Il Sindaco e la Giunta hanno deliberato questa mattina l’atto di indirizzo che riporta i valori minimi e massimi della retribuzione di posizione dell’area Dirigenza nei limiti previsti dal CCNL (valore minimo 11.533,17 euro e valore massimo 45.102,87), “fissando prudentemente e fino alla nuova pesatura delle posizioni dirigenziali da parte dell’Organismo di Valutazione, la retribuzione di posizione spettante ai dirigenti del Comune di Pomezia ad euro 45.102,87 dando contestualmente incarico alla Dirigente del Settore Personale per l’adozione delle conseguenti determinazioni relative, per ciascun dirigente, alla nuova retribuzione di posizione fissata”. 

La delibera, che ripercorre a partire dal 2001 i provvedimenti che hanno portato all’incremento del fondo dell’area dirigenziale, mette in luce che “dall’anno 2006 l’ente ha enormemente aumentato le risorse del fondo per il trattamento accessorio, senza che sia rilevabile contestualmente un significativo aumento delle funzioni esercitate e dei servizi forniti. Anche le modifiche più significative della struttura organizzativa sono rimaste inattuate.

L’incremento operato appare quindi illegittimo […] Analogamente a quanto previsto per il personale del comparto, le disposizioni contrattuali specificano che, in riferimento alle risorse necessarie a sostenere i maggiori oneri, gli enti ne individuano la copertura nell’ambito delle capacità di bilancio […] L’effettività disponibilità di risorse rappresenta il presupposto necessario per procedere all’incremento del fondo, qualificandosi come un principio incontrastato presso la Magistratura contabile […] La situazione finanziaria dell’Ente non evidenzia risorse disponibili per essere destinate all’incentivazione del personale”. 

“Con questa delibera – dichiara il Sindaco di Pomezia Fabio Fucci – ristabiliamo i limiti previsti dal CCNL per le indennità di posizione, tracciando un quadro dettagliato della situazione trovata al momento del nostro insediamento, una situazione illegittima che ha fatto crescere enormemente le retribuzioni dirigenziali senza far coincidere a questo una riorganizzazione dell’Ente che potesse effettivamente giustificarle. Una situazione rilevata anche dal MEF al momento della verifica ispettiva a cui noi rispondiamo proprio con questo atto di indirizzo che concretizza la volontà politica della mia Amministrazione fin dal suo insediamento. Inoltre trasmetteremo l’atto alla Corte dei Conti per promuovere un giudizio di responsabilità amministrativa e contabile per danno erariale determinato, anche in relazione alla nuova normativa in merito al mancato rispetto dei vincoli finanziari posti alla contrattazione collettiva integrativa”. 

Il Decreto Legge n. 16 del 6 marzo 2014, art. 4, prevede infatti che “le regioni e gli enti locali che non hanno rispettato i vincoli finanziari posti alla contrattazione collettiva integrativa sono obbligati a recuperare integralmente, a valere sulle risorse finanziarie a questa destinate, rispettivamente al personale dirigenziale e non dirigenziale, le somme indebitamente erogate mediante il graduale riassorbimento delle stesse, con quote annuali e per un numero massimo di annualità corrispondente a quelle in cui si è verificato il superamento di tali vincoli.

Nei predetti casi, le regioni e gli enti locali devono obbligatoriamente adottare misure di contenimento della spesa per il personale, ulteriori rispetto a quelle già previste dalla vigente normativa, mediante l’attuazione di piani di riorganizzazione finalizzati alla razionalizzazione e allo snellimento delle strutture burocratico-amministrative, anche attraverso accorpamenti di uffici con la contestuale riduzione delle dotazioni organiche del personale dirigenziale”. 

 

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