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Satta: “A Fiumicino servono progetti lungimiranti ma con effetti immediati”

Il leader della lista civica Noi Insieme: "Partiamo da viabilità e commercio, con atti concreti"

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Il Faro on line – “Le ultime notizie ci portano a sperare che presto inizieranno i lavori per il nuovo porto commerciale. L’Autorità Portuale però prima di iniziare a posare la prima pietra, dovrà rispettare tutte le prescrizioni su viabilità, mobilità, normative europee fissate dalla conferenza dei servizi. Anche l’amministrazione avrà i suoi obblighi per integrare il porto con la città”. Lo afferma il leader della lista civica Noi Insieme, Luigi Satta.

“Questo significa – prosegue Satta – in primis modificare la viabilità all’interno del centro storico di Fiumicino, raccordare via Torre Clementina e viale Traiano/Darsena: divise ma unite dalle idee e da tanta voglia di fare. Ma non solo. Da tempo i commercianti di via Torre Clementina e strade limitrofe si stanno incontrando per partecipare in sintonia con l’amministrazione a un progetto che possa rivedere il vecchio regolamento del decoro urbano e permettere di far partire un progetto pilota per il recupero del centro storico, attingendo da quei fondi europei previsti proprio per questo tipo di interventi. L’importante è però non perdere tempo, farsi trovare pronti, altrimenti il rischio è sempre lo stesso: rimanere la Cenerentola di Roma. Fiumicino ha le potenzialità e le caratteristiche per diventare un modello simile a tante città europee.

Di idee ne sono state messe sul tavolo decine suscitando anche l’interesse del sindaco Montino e dell’amministrazione. Ora però occorre mettere su carta e dare il via ai progetti necessari a concretizzare tutto questo lavoro, altrimenti rimarranno le solite chiacchere che da decenni la politica ci rifila. I commercianti hanno necessità di sveltire i tempi burocratici con azioni che possano in breve tempo iniziare quel processo di trasformazione utile ad aggredire la crisi che sta mettendo in ginocchio le attività.

Non serve progettare la città dei prossimi trent’anni, non servono progetti faraonici ma progetti lungimiranti con effetti immediati per non arrivare sempre in ritardo, ragionare per step e preparando la città a cogliere quelle scommesse che le presenteranno di fronte. Le notti bianche servono ma sono solo una boccata di ossigeno per i commercianti. Vanno bene quelle iniziative che richiamino i turisti ma non devono diventare casi isolati. I commercianti chiedono anche un nuovo modello di città che porti 2.000 turisti in più tutti i giorni e per far questo che serve non solo il delegato al turismo, ma la voglia di tutta l’amministrazione di non perdere l’ennesimo treno”. 

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