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La Futsal Isola e la città di Fiumicino in festa

Distante: "Sensazioni splendide. Ora la serie A2. Obiettivi? Riconfermare il gruppo con qualche nuovo innesto"

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Il Faro on line – Un festa doppia. Le due regine del futsal. Il Città di Fiumicino fresco campione di serie D e la Futsal Isola volata dieci giorni fa in serie A2 dopo l’impresa di Spoleto. Tutti insieme per festeggiare, brindare, ripercorrere, ancora una volta, un’avventura lunga otto mesi. Uniti per gridare: Fiumicino nel futsal “docet” a dispetto di chi non se n’è accorto o fa finta di non vedere e non sapere. A dispetto di chi dispensa parole al miele per tutto e tutti ma non per due formazioni, evidentemente “marchiate”, capaci (le uniche) di portare il nome di Fiumicino oltre il Ponte della Scafa e via dell’Aeroporto. Tutti al PalaFersini: un’amichevole prima, la torta poi, con i tifosi al seguito, il sesto uomo in campo. Una domenica da sogno. Da brividi.
 
IL CUORE E LA MENTE Dietro tutto c’è sempre stato lui. Alessandro Distante, ruolo direttore generale, missione tutto fare. Un pezzo di “scudetto” è soprattutto suo. Con mister Sannino ha costruito un gruppo d’acciaio, capace di ribaltare ogni pronostico. Ha gestito logistica e scartoffie. Chiamato per guidare la Futsal Isola versione n2 ha vinto al primo tentativo. Serve altro? S’è caricato sulle spalle trasferte, tifosi e la festa conclusiva: “Volevamo finire la stagione nel migliore dei modi – dice -. Festeggiare con i tifosi, con i nostri presidenti che non ci hanno mai fatto mancare nulla. È stata una stagione fantastica. Eravamo partiti per un anno di transizione ma siamo stati bravi a fare in pochi mesi un lavoro di anni. Si è creata immediatamente l’alchimia giusta. Il gruppo è stata l’arma in più. A dicembre abbiamo capito che si poteva tentare qualcosa di importante. L’acquisto di Milani è stato l’esempio lampante. Ci ha dato soluzioni alternative e una grandissima mano. Una stagione splendida ma durissima, piena di insidie e una vittoria che a conti fatti credo sia stata strameritata. Volevamo festeggiare in casa contro l’Acquedotto ma è stato bello anche arrivare all’ultima giornata. Il regolamento è questo e va accettato. C’è chi ha preso sei punti a tavolino e chi no. Ma ripeto è stato bello così, noi ci siamo sudati tutto: sconfitte e vittorie. Va bene così. L’importante è il risultato finale e su quello nessuno può farci nulla. A noi il campionato”.
 
Ora la serie A2. Una nuova avventura. Distante ha dato già le prime indicazioni: “Per noi sarà un’avventura totalmente nuova. Fino a cinque anni fa militavamo in serie D. Ogni anno scopriamo un mondo completamente sconosciuto. La serie A2 non è la B. L’intenzione è confermare il gruppo di quest’anno, aggiungendo, se ce ne sarà la possibilità, qualche innesto. I tempi sono quelli che sono. Di soldi ne girano pochini. I presidenti stanno facendo enormi sacrifici per tirare avanti la baracca. Non è facile. L’intenzione è fare un paio d’anni di transizione, nel quale evitare retrocessioni e play out, per poi capire se ci sia la possibilità di programmare qualcosa di più ambizioso. Ora però ci godiamo la festa. Inizieremo a lavorare da dopo Pasqua. Fino a settembre siamo i campioni e vogliamo continuare a gioire. È stata un’annata stupenda, non vogliamo finisca troppo presto”.
 
LA SFIDA VINTA Sotto sotto c’ha sempre creduto in questa squadra: “Ho scelto i giocatori uno a uno, ma devo essere sincero: dopo la batosta contro la Lodigiani avevo paura non arrivassimo. Ho chiesto ai ragazzi uno scatto d’orgoglio. Vincere nove partite di seguito è stata un’impresa da eroi. Prato Rinaldo? Li ho capito che avevamo vinto il campionato. Non ce n’era per nessuno. Volevamo questa vittoria e ce lo siamo presa con le unghie e gli artigli. Ci siamo sudati tutto: avremmo meritato di vincere partite con risultati più larghi, con meno sofferenze e patemi d’animo, ma a conti fatti è stato splendido così. Davvero splendido. Voglio ringraziare tutti, presidenza, giocatori, staff, senza l’aiuto di tutti non ce l’avremmo mai fatta. Sono sensazioni splendide che mi porterò dentro per sempre”.

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