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Ambiente, Gil: “Prima di puntare il dito sui cittadini il Comune faccia il proprio dovere”

Russo D'Auria: "Inaccettabile pensare che la colpa degli allagamenti sia dei residenti. I problemi sono stati altri"

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Il Faro on ine – “Ora che il Bilancio è stato approvato, la prima cosa che mi viene da pensare è che spero non venga più messa mano nelle tasche dei cittadini, e che su alcune uscite degli ultimi tempi si faccia rapidamente retromarcia”. A parlare è Mario Russo D’Auria, leader di Gil (Gruppo indiepente libero per Fiumicino), che interviene sul tema che a suo parere è alla base di tutti gli altri discorsi su sicurezza, sociale, e crescita: l’economia. “Approfitto dello strumento contabile principale del Comune per ricordare come un bilancio sia fatto di entrate ed uscite. Le uscite – che va ricordato sono soldi dei cittadini – dovrebbero servire per lo più a  garantire i servizi. Un aspetto questo che ultimamente ha lasciato a desiderare. Penso alla sicurezza, ad esempio che resta un punto dolente del territorio, ma penso anche ai trasporti, alla viabilità e soprattutto penso all’ambiente e ai rifiuti.

Premettendo che sono d’accordo con il Comune sul fatto che ci sia una diffusa inciviltà che va combattuta, ciò che assolutamente non mi trova d’accordo è il modo con cui ci si approccia a questi problemi. L’ultima ordinanza infatti, quella sull’obbligo per i residenti di pulirsi scoli, fossi e caditoie (che ha provocato una ridda di commenti e che poi, come sempre, è finita nel dimenticatoio) è assolutamente fuori luogo. In primis perché non è possibile trovare sempre nuove scuse per mettere le tasche nelle mani dei cittadini; è ancora vivo nella memoria – e nei conti correnti familiari – il salasso fatto con gli autovelox in nome della sicurezza. Secondo poi perché non è possibile che il Comune chieda ai propri cittadini ciò che neanche lui è in gradi di fare; prima sia rispettato il capitolato d’appalto della raccolta rifiuti e dopo, solo dopo, si potrà puntare il dito contro i cittadini.

Terzo, e più grave, è proprio questa responsabilità addossata ai cittadini; in quel comunicato, infatti, il sindaco faceva capire che la colpa degli allagamenti è stata dei cittadini che non hanno pulito. Questo è un falso, perché i canali che non hanno fatto defluire le acque erano ostruiti da rifiuti mai tolti dal Consorzio di bonifica, discariche mai bonificate dal Comune nonostante le nostre annuali sollecitazioni, e anche le pompe di sollevamento era risaputo che non sarebbero bastate n caso di emergenza. Eppure ora si vuole dare la colpa ai cittadini, e questo francamente è intollerabile.

Non solo – conclude Russo D’Auria – ma visto che ci si affretta a chiedere di pulir i canali, viene da chiedersi: ma il Consorzio ha finito la pulizia che gli compete? Il Comune ha bonificato le aree con le discariche abusive? Le pompe di sollevamento sono state adeguate all’aumento di carico dovuto all’urbanizzazione degli ultimi trent’anni? L’Amministrazione si concentri su questi temi. Poi le ordinanze vanno anche bene, ma senza mettere il cittadino dietro la lavagna. Il capello da asino, nella maggior parte dei casi, ce l’ha chi siede in via Portuense”.
Ang.Per.
 

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