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La questione Alitalia Maintenance Systems approda in Parlamento

Con l’interrogazione si chiede se sia razionale portare all’estero i motori di aerei e navi militari per la manutenzione e revisione

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Il Faro on line – La trattativa Alitalia-Etihad per l’ingresso della compagnia araba in quella italiana, mediante rilevazione di parte del capitale inoptato di quest’ultima è ancora in corso e Alitalia sta valutando le condizioni della compagnia araba e, da ultimissime notizie, avrebbe già rispedito le risposte ai quesiti posti.
Nel frattempo continua la mobilitazione delle parti sociali di Alitalia Maintenance Systems per ricondurre nella trattativa anche quest’ultima azienda, con l’obiettivo  di rilanciarla anche attraverso un restyling organizzativo dando spazio alle proprie numerose e giovani risorse.
Dopo una visita di una delegazione del Movimento 5 Stelle all’azienda, dove era presente il deputato Cristian Iannuzzi e altri esponenti del Movimento, il 15 aprile è stata presentata, primo firmatario Iannuzzi stesso, un’interrogazione parlamentare al Ministero della Difesa, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per chiedere notizie sul destino dell’azienda.
In particolare, i parlamentari firmatari premettono che Alitalia Maintenance Systems è legata ad Alitalia per la manutenzione e revisione dei motori dei propri aerei, e che la crisi di Alitalia si è ripercossa su AMS, che l’ingresso di Etihad potrebbe risolvere anche la crisi di AMS, ma nessuno si preoccupa di includere anche questa realtà industriale nell’accordo con Etihad.
Ma soprattutto, con l’interrogazione si chiede se sia razionale portare all’estero i motori di aerei e navi militari per la manutenzione e revisione, quando esiste una grande azienda italiana che dispone di mezzi materiali e di know-how per occuparsene, se non sia il caso quindi di affidare a questa le commesse con evidenti benefici per la sicurezza e l’economia nazionale.
La questione Alitalia Maintenance Systems, quindi, con i suoi 320 lavoratori, di cui 270 già in cassa integrazione, i rilevanti mezzi tecnici e le conoscenze di cui dispongono i suoi dipendenti, approda in Parlamento, resta da attendere la risposta del Governo a questa importante questione.
Intanto prosegue il fermento dei sindacati, che nelle persone di Claudio Arbotto della FIT CISL e Fabio Ceccalupo della UGL Trasporto Aereo, tornano a chiedere a gran voce la convocazione di un tavolo di trattativa agli assessori regionali Civita e Valente e si interrogano su cosa stiano facendo per l’azienda il sindaco di Fiumicino Montino e l’assessore regionale Fabiani, dopo un primo interessamento più di un anno fa, cui non sono più seguiti ulteriori contatti.

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