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“Regolarizzare i dipendenti del Comune di Pomezia”

Il Pd: "Garantire occupazione e servizi adeguati ai cittadini"

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Il Faro on line – Il problema dei lavoratori assunti a tempo determinato al Comune di Pomezia, sollevato più volte dal coordinamento del Partito democratico dei comuni di Anzio, Nettuno, Ardea e Pomezia, è arrivato in Parlamento con l’interrogazione a risposta scritta presentata dai deputati del Pd Gregori, Ferro, Carella e Tidei il 16 aprile scorso al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e al Ministro per gli affari regionali.
Nel 2012 il Comune di Pomezia ha espletato il concorso, bandito nel 2010, per più profili professionali per l’assunzione di personale a tempo indeterminato, ma, visto il blocco del turnover e per il rispetto del patto di stabilità, solo ai primi in graduatoria è stato fatto firmare un contratto a tempo indeterminato e tempo pieno e a tutti gli altri, un contratto a tempo determinato e par-time  (30 ore settimanali) dal 1° luglio 2012 al 31 giugno 2015.

“Vista la normativa vigente e il numero esiguo dei dipendenti che andranno in pensione nei prossimi anni – spiega il coordinamento del Pd dei comuni di Anzio, Pomezia, Nettuno e Ardea – il Comune di Pomezia rischia di perdere i lavoratori precari alla scadenza dei contratti. Tutto ciò arrecherebbe un danno alla pubblica amministrazione e alla cittadinanza del comune di Pomezia, in quanto la forza lavoro a disposizione di servizi essenziali si ridurrebbe in maniera drastica. Riteniamo quindi fondamentale che lo Stato intervenga per svuotare definitivamente il bacino e consenta una stabilizzazione definitiva di questi lavoratori che per molti anni hanno sopperito a mancanze di personale in tante amministrazioni pubbliche, anche al fine di evitare contenziosi costosi e insostenibili a carico della finanza pubblica e tutelare i lavoratori degli enti locali”.

“Al pari dei nostri Parlamentari – conclude il coordinamento dei comuni del litorale  – chiediamo ai ministri competenti di intervenire per verificare la disponibilità a varare provvedimenti normativi atti ad una stabilizzazione effettiva dei lavoratori in questione e se s’intenda valutare la possibilità di convocare un tavolo di confronto con le autorità regionali e le autorità comunali coinvolte, al fine di elaborare soluzioni condivise e congiunte a tutela dei lavoratori ed evitare ingiuste discriminazioni tra gli stessi”.

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