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“Ad Ardea non c’è proprio alcun modo per uscire dall’illegalità?”

L'interrogativo dell’ex comandante la stazione dei carabinieri di Tor San Lorenzo, il luogotenente in pensione Walter Giustini

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Il Faro on line – “Mi segnalano per l’ennesima volta che nei 706 ettari demaniali delle Salzare, ove per legge nulla può esistere, si continuano ad aprire attività commerciali prive di ogni autorizzazioni. Troppo tempo è passato senza che sia stato fatto un controllo nonostante siano state inoltrate decine e decine di denunce. Ironicamente tempo fa ho invocato l’intervento di ‘Batman’ ma non è servito a nulla, quindi ora proverò a rivolgermi al ‘Pinguino’ magari, avendo gravitato nel mondo criminale e conoscendo le sue logiche ci aiuterà a trovare un rimedio”. 
A comunicare fatti di illegalità è ancora una volta l’ex comandante la stazione dei carabinieri di Tor San Lorenzo, il luogotenente in pensione Walter Giustini, al quale si sono rivolti tanti cittadini e consiglieri comunali, per segnalare che, ancora una volta, in zona demaniale dei 706 ettari delle Salzare, meglio conosciuta come “la terra di nessuno”, continuano a restare senza alcun controllo le attività commerciali aperte abusivamente. Oltretutto ne vengono inaugurate di nuove, senza che nessuno intervenga.
Fatti illeciti addirittura segnalati attraverso una relazione letta in una commissione al Senato della Repubblica e consegnata sia al Presidente Pietro Grasso sia alla Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, oltre che a Frank La Rue. Special Rapporteur Onu per la promozione e la tutela della libertà di informazione, a seguito degli incendi subiti da edifici pubblici e da auto di giornalisti locali, quest’ultimi per aver infastidito con i propri articoli persone e malviventi di pochi scrupoli. La relazione presentata in Senato, oltre al riferire sui tanti problemi di malavita, testualmente riportava la seguente frase: “…. oltre ad attività commerciali svolte senza alcuna autorizzazione e spesso in barba ad ogni norma sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, con tacito permissivismo di chi dovrebbe controllare”.
Quindi mi domando: che cosa dobbiamo fare ancora per sperare in un intervento deciso che smantelli una volta per tutte questo fenomeno criminale?
Luigi Centore

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