Porto della Concordia: una biciclettata per revocare la concessione

11 giugno 2016 | 08:02
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Porto della Concordia: una biciclettata per revocare la concessione

Il Collettivo No Porto: “Crediamo che l’unica grande opera possibile sia la difesa del territorio”

Il Faro on line – Sono passati quasi sei anni da quando la spiaggia e il mare di Fiumicino sono stati sequestrati ai cittadini. Il porto della Concordia, che secondo i piani dei costruttori dovrebbe essere ormai concluso, è solamente un cantiere fantasma. Le opere che fino ad ora sono state realizzate rappresentano uno scempio ai danni della costa, che ha forse irrimediabilmente deturpato il paesaggio naturale alla foce del Tevere. 

Ora che si avvicinano i termini di consegna del Porto indicati nella convenzione urbanistica sottoscritta con il Comune, il sindaco Montino dichiara che l’amministrazione è intenzionata a chiedere la revoca della concessione, mentre la società IP tenta di mettere all’asta il cantiere, svendendo per 120 milioni di euro quello che dovrebbe essere un bene comune.

Il Collettivo No Porto: “Siamo stanchi di avere un ruolo così marginale nelle decisioni che riguardano il nostro territorio, stanchi di  vedere le nostre spiagge recintate e il nostro mare maltrattato. Siamo convinti che delegare passivamente alle amministrazioni la gestione dei beni comuni sia una scelta profondamente sbagliata e crediamo sia necessario adoperarsi in prima persona per la tutela e la valorizzazione delle risorse del territorio”.

“Riteniamo – continua la dichiarazione – di fondamentale importanza ogni iniziativa di autodeterminazione da parte dei cittadini, volta a dare un segnale concreto di dissenso verso le politiche malate e a beneficio di pochi che stanno devastando il nostro paese. Per questo ci riuniamo oggi per le strade di Fiumicino per chiedere a gran voce la revoca della concessione del Porto della Concordia.
Affinché anche le amministrazioni locali prendano finalmente una posizione chiara e si impegnino per restituire al paese il suo bene più prezioso: il mare.
Perché crediamo che l’unica grande opera possibile sia la difesa del territorio”.