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#Fiumicino, alla Biblioteca per la Nonviolenza: “L’ultimo viaggio” del dottor Korczak per la Giornata della Memoria

Il Garante Vincenzo Taurino: "Dalle sue idee è nata la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo". Letture e riflessioni per non dimenticare

#Fiumicino, alla Biblioteca per la Nonviolenza: “L’ultimo viaggio” del dottor Korczak per la Giornata della Memoria

Il Faro on line – Per la “Giornata della Memoria 2017” il Movimento Nonviolento (centro territoriale del Litorale romano) organizza una lettura pubblica tratta dal libro “L’ultimo viaggio. Il dottor Korczak e i suoi bambini” (orecchioacerbo, 2015) in collaborazione con la Biblioteca per la Nonviolenza e con il sostegno del Garante per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Fiumicino, Vincenzo Taurino. L’appuntamento è alle ore 16:00 in via delle Meduse 63a.

Dalle strade di Varsavia alle mura del ghetto, fino al campo di Treblinka. Un’indimenticabile storia di coraggio, di resistenza e di amore per la vita. E, soprattutto, di rispetto per l’infanzia. “Per i bambini era semplicemente Pan Doktor, ma dalle sue idee è nata la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo – afferma il Garante – Korczak ha infatti, col suo lavoro profondamente rivoluzionato la materia pedagogica, il modo di intendere, considerare ed approcciarsi all’infanzia”.

E continua: “Fu uno dei padri e dei pionieri della moderna scienza dell’educazione, non soltanto dal punto di vista accademico, ma anche, e soprattutto, da quello umano, della vita e delle pratiche. Per questo non posso che accogliere benevolmente e sostenere l’iniziativa partita dai ragazzi e le ragazze del gruppo locale del Movimento Nonviolento”.

Nel libro, splendidamente scritto e illustrato da Irène Cohen-Janca e Maurizio A. C. Quarello, la figura di Korczak è resa tramite il racconto in prima persona di Szymek, un ragazzino appena adolescente che si trova, come era d’uso nella Casa dell’Orfano, a dover fare da referente e guida ad un bambino più piccolo, appena giunto all’orfanatrofio, nel momento in cui l’intero gruppo è costretto ad abbandonare la sua consueta dimora per essere relegato nel ghetto di Varsavia. Tutti ebrei, infatti, i piccoli ospiti dell’istituto, come fu ebreo lo stesso Korczak, anche se, in quanto medico e uomo di cultura, per carisma ed influenza, non troppo inviso al regime. Szymek parla a Mietek e nelle sue parole confluiscono dolore e paura ma anche affetto, riconoscenza, stima. E una dignità gioiosa che non può essere mortificata nemmeno dalle angherie.

Quale figura, se non quella di Janusz Korczak, va raccontata, illustrata, fatta conoscere ai bambini, ai ragazzi, ai genitori e agli educatori? – scrivono nella presentazione dell’evento i giovani del Movimento Nonviolento – Pur nel suo drammatico, ma significativo, epilogo, quella del medico e pedagogista polacco è stata un’esistenza così luminosa che non può essere dimenticata, non soltanto nella Giornata della Memoria, ma, soprattutto, nella memoria di tutti i giorni, quella che si arricchisce degli esempi illustri, li fa propri e li mette al centro delle azioni individuali e collettive”.