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Aborti al San Camillo, l’ordine dei medici contro Zingaretti

Le critiche di Giuseppe Lavra, la denuncia di Olimpia Tarzia.

Il Faro on line – È stato duro il Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, il Dott. Giuseppe Lavra verso la scelta discutibile del presidente della regione di bandire il concorso pubblico per l’assunzione del personale medico al San Camillo, concorso – dicono – è stato indetto solo ed esclusivamente per ottemperare alla norma che prevede l’aborto. “Si evince chiaramente che a priori sono stati esclusi gli obiettori di coscienza, questo per garantire le donne che non vogliono o non possono portare a termine una gravidanza”.

“Una tale forzatura gestionale e amministrativa – ha detto il Presidente Lavra – conculca un diritto inalienabile, e allarma chi ha il dovere di tutelare la professione medica nei suoi aspetti fondamentali della bioetica e della deontologia che sono ad esclusiva garanzia della comunità sociale”.

Anche la consigliera regionale Olimpia Tarzia, ha duramente attaccato la scelta di Zingaretti, contestando in particolare la falsa giustificazione per cui nel sistema sanitario regionale ci sarebbe carenza di personale abortista, tanto da mettere a rischio l’applicazione della Legge 194.

I dati del ministero della salute smentiscono la Regione sulle difficoltà di ricorrere alla 194, tanto che vengono praticati circa 4 aborti alla settimana per ogni medico non obiettore. Dei 9600 aborti praticati nel Lazio in un anno, poi, 2400 sono quelli avvenuti all’interno del San Camillo di Roma.

“Non è assolutamente vero – dice Tarzia – che le donne che intendono abortire nel Lazio non lo possano fare a causa dell’elevato numero dei ginecologi obiettori. I dati del Ministero della Salute. Da giorni si chiede che il Presidente Zingaretti si presenti in Commissione Sanità per rispondere alle domande su questo bando”. Ma al momento dai piani alti non arriva nessuna risposta.