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Ams, l’ultima presa in giro, Iag non si presenta al summit

Il "tavolo" riconvocato in tempi brevissimi, ma serve un Piano industriale

Ams, l’ultima presa in giro, Iag non si presenta al summit

Il Faro on line – A vuoto l’ennesimo incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico, relativo alla vertenza Alitalia Maintenance Systems.
L’incontro, che doveva essere se non risolutivo, propedeutico ad un eventuale accordo quadro qualora ci fossero state le condizioni, è divenuto invece, una conversazione tra le istituzioni e le parti sociali in quanto la proprietà della Iag, per l’ennesima volta, non si è presentata alla convocazione del Ministero seppur largamente avvisata, ma ha preferito inviare una delegazione senza alcun mandato a poter sottoscrivere accordi tantomeno a poter parlare e quindi ad illustrare le vere intenzioni su un “piano industriale” tanto pubblicizzato in precedenza ma fortemente respinto dai sindacati perché “privo di contenuti concreti”.

L’unico mandato che aveva era solo quello di ascoltare! A questo punto – scrivono i sindacati – nell’imbarazzo generale, è stato chiesto ai rappresentati della Iag di prendere nota di tutte le dichiarazioni fatte al tavolo e riportarle fedelmente alla proprietà, vista la pochezza degli argomenti da essi espressa. Le istituzioni presenti quindi, hanno convenuto insieme alle organizzazione sindacali di riaggiornare il tavolo in tempi brevissimi, chiedendo alla delegazione Iag di fornire a tale incontro un piano industriale dettagliato ed esaustivo che abbia , al suo interno, contenuti tali da soddisfare la piena rioccupazione del personale, dando prospettive a lungo termine e risultando argomento conclusivo e risolutivo di una vicenda che ha ormai assunto connotati grotteschi”.

Qualora ciò non avvenisse, i sindacati hanno chiesto alla Iag di farsi da parte e, contestualmente, alle istituzioni di proseguire nell’impegno, per rispetto di tutti gli ex lavoratori Alitalia Maintenance Systems e per non calpestare oltremodo la loro dignità, a trovare insieme soluzioni alternative, qualora ancora possibili ed esistenti, o ad attivare tutti gli strumenti per ricollocare il personale.

Tale prospettiva deve comunque concretizzarsi nel tavolo di crisi aperto da più di un anno presso il Ministero dello Sviluppo Economico con il pieno sostegno del Ministro Calenda e di tutte le istituzioni coinvolte.