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Rivolta dei tunisini dell’Isis contro al Baghdadi a Raqqa

Mosul accerchiata. Il generale Usa, 'uccideremo tutti i miliziani'

Rivolta dei tunisini dell’Isis contro al Baghdadi a Raqqa

Il FAro on line – L’Isis sembra sgretolarsi in una delle sue roccaforti, Raqqa, nel nord della Siria, almeno secondo quanto riferiscono fonti locali citate da media panarabi vicini all’Iran. Un gruppo di miliziani tunisini basati nella città siriana ha tentato, invano, di rovesciare i vertici dello Stato islamico. Intanto in Iraq le forze governative sostenute dagli Stati Uniti e le milizie sciite filo-iraniane hanno definitivamente chiuso d’assedio Mosul, l’altra roccaforte dell’Isis. E infuria in città la battaglia attorno alla città vecchia.

L’Isis oppone resistenza e si combatte strada per strada. In questo contesto l’inviato americano della Coalizione internazionale a guida statunitense, Brett McGurk, ha affermato nelle ultime ore, durante una visita a Baghdad, che “ogni combattente (dell’Isis) rimasto a Mosul sta per morire là. Noi siamo impegnati non solo per sconfiggerli, ma anche per assicurarci che non possano scappare”, ha detto McGurk.

Le milizie sciite hanno allargato il loro controllo attorno a Badush, località situata lungo la strada che da Mosul città porta verso Tellafar, in direzione del confine con la Siria. Queste milizie si sono così ricongiunte con il fronte governativo che ha attacco da nord-est.

Da Mosul a Raqqa, le notizie diffuse dalla tv filo-iraniana al Mayadin riferiscono – come detto – di un tentato colpo di mano da parte di un gruppo di jihadisti tunisini contro i vertici dello ‘Stato islamico’ nella città nel nord della Siria.

Il motivo alla base della fallita rivolta è, secondo le fonti, la decisione delle autorità dell’Isis di pagare meno i combattenti “stranieri” rispetto agli iracheni, che costituiscono il nucleo originario dell’organizzazione. Per questo, affermano le fonti citate da al Mayadin, i tunisini avrebbero prima ingiuriato pubblicamente il ‘Califfo’ Abu Bakr al Baghdadi e avrebbero poi inscenato una protesta in pubblico attirando attorno a loro numerosi alti quadri dell’Isis di Raqqa.

A questo punto, prosegue il racconto che non ha finora trovato conferme da parte di altre fonti, nella notte tra venerdì e sabato scorsi, alcuni attentatori suicidi del gruppo dei tunisini si sono fatti esplodere uccidendo “20 tra responsabili della sicurezza e militari” dell’Isis.

Alcuni, proseguono le fonti, sono riusciti a mettersi in salvo e a fuggire da Raqqa, ma non vi sono notizie sulla loro sorte. Già l’anno scorso erano emerse notizie di un tentato ammutinamento a Mosul, roccaforte dell’Isis nel nord dell’Iraq.

La notizia di queste ore giunge mentre circolano voci a Raqqa della nomina del nuovo governatore e del nuovo comandante militare della zona, rispettivamente Abu Ayat Jawfi e Abu Hareth Shami. Il primo era governatore di Bab, a est di Aleppo, ora presa dalle forze turche.