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La soprintendenza dei Beni Archeologici è giunta a #Gaeta per controllare lo stato dei due grossi “dolia” ritrovati alcuni giorni fa

21 marzo 2017 | 19:31
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La soprintendenza dei Beni Archeologici è giunta a #Gaeta per controllare lo stato dei due grossi “dolia” ritrovati alcuni giorni fa

Ripescati la settimana scorsa nella zona marittima tra Gaeta e Ventotene da un peschereccio

La soprintendenza dei Beni Archeologici è giunta a #Gaeta per controllare lo stato dei due grossi “dolia” ritrovati alcuni giorni fa

Il Faro on line – Circa una settimana fa, mentre era a largo nella zona marittima tra Gaeta e Ventotene un peschereccio ha tirato su, pur per un caso fortuito, una coppia di grossi “dolia” in buono stato di conservazione e datati approssimativamente tra il primo e il secondo secolo dell’epoca imperiale romana.
I “dolia”, all’epoca, venivano fissati nella parte centrale dell’imbarcazione, mentre lo spazio rimanente a poppa e a prua veniva occupato da un carico di anfore. Erano perlopiù in terracotta, di forma sferica e con la capacità di trasportare fino a 2000 l. Generalmente, erano usati per trasportare il vino.

Comunque, dopo lo storico ritrovamento sono state allertate le autorità competenti- Soprintendenza dei Beni Archeologici- che ieri, nella persona della funzionaria Nicoletta Cassieri si sono recate a Gaeta per un accurato sopralluogo nel deposito giudiziario della Capitaneria di porto nei pressi della Peschiera, dove i reperti sono stati collocati a margine delle delicate operazioni di sbarco.
Anfore dello stesso tipo sono state rinvenute in passato anche a Sperlonga e Terracina, e, ha sottolineato la Cassieri, sono da preservare al più presto: “E’ prioritario il discorso della tutela. Questi materiali portati all’asciutto dopo millenni di giacenza in acqua soffrono, stanno già evidenziando della criticità”.