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#Parigi, la guerra dei Francois, scontro Hollande-Fillon

Denuncia su un presunto 'ufficio occulto all'Eliseo'. Il Presidente chiede dignità.

#Parigi, la guerra dei Francois, scontro Hollande-Fillon

Il Faro on line  – Francois contro Francois: a un mese dalle presidenziali del 23 aprile è scontro aperto tra il presidente uscente Francois Hollande e Francois Fillon, l’ex uomo forte della Destra indagato per i presunti impieghi fittizi a moglie e figli in parlamento.

In un ennesimo tentativo di recupero, Fillon ha sferrato pesanti accuse contro Hollande, questa volta chiamandolo direttamente in causa, e denunciando – in diretta tv, in prima serata su France 2 – l’esistenza di un ‘cabinet noir’, leggi: un ‘ufficio occulto’ all’Eliseo. Obiettivo? Pilotare le intercettazioni e le fughe di notizie che stanno ostacolando la sua corsa verso la poltrona più importante.

Ai microfoni di radio France Bleu, Hollande ha richiamato Fillon alla “dignità” e alla “responsabilità. “Qui – ha aggiunto – è tutto chiaro. L’unica cosa non chiara è ciò che Fillon dovrà dimostrare alla giustizia: non c’è nessun ufficio occulto all’Eliseo (…) Non spetta a noi intrometterci nelle questioni giudiziarie, la mia posizione è sempre stata l’indipendenza della giustizia”.

Dal divanetto dell’Emission Politique’ – il talk show della tv pubblica condotto da David Pujadas – Fillon si è spinto fino a chiedere l’apertura di un’indagine ad hoc sull’Eliseo. Decisamente a effetto, l”espressione ‘cabinet noir’ affonda le sue radici ai tempi del cardinale Richelieu, ma è stata usata (e abusata) per accuse più o meno pertinenti anche nella storia dell’attuale Quinta Repubblica, da De Gaulle a Francois Mitterrand, da Jacques Chirac a Nicolas Sarkozy.

In un comunicato diffuso a tarda notte – e con linguaggio particolarmente duro, fatto raro per Hollande – il presidente aveva già “denunciato con grande fermezza le dichiarazioni menzognere” di Fillon. Nelle ultime settimane l’appassionato di corse automobilistiche è stato al centro di accuse a ripetizione, non solo il PenelopeGate, ma anche i presunti 46.000 euro intascati da un businessman libanese in cambio di un incontro con il n.1 di Total e il presidente russo Vladimir Putin (notizia smentita dal Cremlino) o gli abiti da 13.000 euro del sarto parigino Arnys che si sarebbe fatto regalare da un amico faccendiere, salvo poi restituire tutto.

Sui media il ‘fact checking’ – la verifica dei fatti ormai indicata in inglese anche nella Francia in genere attenta alla difesa della propria lingua – è arrivato praticamente in tempo reale. Per denunciare le pratiche ‘occulte’, Fillon aveva evocato i contenuti di un libro – ‘Bienvenue à Place Beauvau’. Intervistato dai media, uno degli autori del libro ha però smentito seccamente. Il cabinet noir? “Semplicemente non esiste”, ha tagliato corto Didier Hassoux, tra l’altro giornalista al Canard Enchainé.

Intanto, nel pomeriggio, è stato indagato per malversazione di fondi pubblici Marc Joulaud, il supplente di Fillon in Parlamento che assunse sua moglie Penelope quando lui divenne premier di Nicolas Sarkozy.

Veleni anche a gauche,”Non mi aspettavo che ci fossero così tanti tradimenti”: ha detto il candidato socialista all’Eliseo, Benoit Hamon,commentando la scelta del ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, di passare nel campo di Emmanuel Macron “pur restando socialista”.

Un ultimo sondaggio POP 2017 vede il candidato di En Marche al primo posto nel primo turno del 23 aprile (26%), tallonato da Marine Le Pen in calo al 25%. Lontano dietro, al 17%, Fillon. A gauche, Jean-Luc Mélenchon (14%) supera – e di molto – Hamon (11,5%). (fonte: ansa)