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Il più piccolo e rivoluzionario pacemaker al mondo. E non serve l’intervento chirurgico

All’Istituto Clinico Cardiologico di #Roma primo impianto. L’intervento, su un uomo di 75 anni affetto da Fibrillazione Atriale Cronica.

 

Il più piccolo e rivoluzionario pacemaker al mondo. E non serve l’intervento chirurgico

Il Faro on line – Primo iimpianto a ICC (Istituto Clinico Cardiologico) di Roma del pacemaker più piccolo e rivoluzionario al mondo, il Micra TPS. L’intervento, eseguito in appena 20 minuti su un paziente di 75 anni affetto da Fibrillazione Atriale Cronica, è stato portato a termine dall’équipe medica guidata dal Dottor Saverio Iacopino, Coordinatore nazionale dell’Unità di Aritmologia di GVM Care & Research, Gruppo di cui fa parte ICC, ospedale privato di Alta Specialità.

Dimesso a sole 24 ore dal ricovero, l’uomo ora sta bene ed è tornato in famiglia per riprendere le abitudini di tutti i giorni. L’intervento non ha richiesto tagli chirurgici né anestesia generale. Il dispositivo sarà controllato a distanza tramite un’apposita centralina di monitoraggio in grado di registrare ogni minima variazione.

“Il Micra – spiega il Dottor Iacopino – rappresenta una delle più avanzate ed innovative soluzioni tecnologiche per il trattamento non chirurgico di gravi alterazioni del ritmo cardiaco conseguenti ad una disfunzione del sistema elettrico interno al cuore. L’uomo, colpito dalla forma permanente (cronica) della malattia e che presentava, all’esame Holter Ecg, ripetute pause patologiche del battito, aveva già affrontato un precedente ricovero per la sostituzione della valvola aortica naturale con una nuova valvola artificiale. L’impianto del Micra ha consentito di mettere al riparo il paziente dal rischio di asistolia (assenza totale di pulsazioni) e quindi da un improvviso arresto elettrico dell’organo”.

“La Fibrillazione Atriale – chiarisce il Dottor Iacopino – è un’aritmia insidiosa. Colpisce circa l’1% della popolazione e le probabilità di diagnosticare la patologia aumentano all’avanzare dell’età. L’irregolarità del battito, tipica della malattia, provoca un’inefficace contrazione delle cavità atriali che a sua volte si riflette sul lavoro dei ventricoli e sul flusso sanguigno: il risultato è un cuore molto sofferente. A ciò si associa la possibile formazione di coaguli che una volta in circolo causano l’ischemia cerebrale o ictus”.

“Il Micra – precisa il Dottor Iacopino – trova utilizzo in casi clinici simili a quello descritto ed è un pacemaker dalle caratteristiche a dir poco rivoluzionarie. Pesa appena 2 grammi, è compatibile con la Risonanza Magnetica fino a 3 Tesla e per funzionare non ha bisogno di elettrodi spinti nella circolazione corporea. È dotato di una batteria miniaturizzata di lunga durata e con una proiezione di longevità oltre i 12 anni: l’impianto non richiede alcun taglio chirurgico.

Viene iniettato attraverso la vena femorale, all’altezza dell’inguine, e fatto risalire, sfruttando l’impiego di una guida orientabile e sotto costante controllo fluoroscopico, fino all’apice del ventricolo destro. È poi agganciato e fissato al tessuto cardiaco grazie a minuscole graffette metalliche. L’applicazione non richiede anestesia generale, ma solo a livello locale nel punto d’inserimento del dispositivo. L’intera procedura si completa in meno di 30 minuti”.

I vantaggi del Micra sono molteplici: non vi è stress operatorio in quanto non si fa ricorso alla chirurgia tradizionale; i tempi di degenza ospedalieri sono drasticamente ridotti; nella casistica mondiale oltre il 90% dei pazienti trattati non va incontro a complicanze maggiori; l’assenza di cicatrici sul torace non induce disagio estetico e il malato quasi non avverte di essere stato sottoposto ad intervento. Inoltre può essere recuperato e riposizionato nel corso dell’intervento per mezzo di un apposito sistema.

“È ormai ampiamente dimostrato dall’evidenza clinica come il Micra rappresenti una vera e propria rivoluzione nel campo dell’elettrostimolazione cardiaca permanente – conclude il Dottor Iacopino – in quanto in grado di consentire una stimolazione ventricolare efficace evitando le problematiche correlate alle perfomance degli elettrocateteri e alle infezioni dei device impiantabili. La tecnologia leadless, infatti, consente all’elettrofisiologo interventista di proporre un’utile alternativa alla cardiostimolazione convenzionale in soggetti selezionati nei quali il beneficio del sistema Micra risulta nettamente superiore ai rischi procedurali, comunque limitati e statisticamente poco rilevanti”.