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L’Aeronautica celebrata al Ctr di #Fiumicino foto

Ieri cerimonia solenne alla "caserma verde" intitolata alla memoria del pilota Mario Giuliano

Il Faro on line – «Esprimo la mia gratitudine ai nostri Aviatori impegnati nei vari teatri di operazioni, coraggiosa testimonianza del contributo degli italiani al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Con uno sguardo rivolto al passato, oggi commemoriamo anche il centenario del IX, X, XII, XIII e XVIII Gruppo Caccia che, nati nel 1917 durante la Prima Guerra Mondiale, sono tuttora operativi nei nostri Stormi. Cinque Gruppi legati indissolubilmente alle gesta degli ardimentosi piloti del Regio Esercito, Cavalieri del cielo che scrissero le prime eroiche pagine dell’epopea del nostro volo militare, aprendo la strada alla nuova forza dell’aria, come arma autonoma, il 28 marzo del 1923. Quasi un secolo di storia fatta di uomini, macchine e tecnologia».

Sono le parole scritte nel messaggio del Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli, pronunciate ieri mattina dal Comandante CTR Col. Roberto Palmisano nel piazzale dell’ormai famosa “caserma verde” di via Portuense in occasione dell’anniversario della costituzione dell’Aeronautica Militare.

Alla cerimonia anche il Capo del 2° Laboratorio Tecnico di Controllo Col. Domenico Ruggeri, la presidente del consiglio comunale di Fiumicino Michela Califano, rappresentanti delle istituzioni locali, i Labari dell’Aeronautica Militare e della Marina Militare.

«A 94 anni di distanza, l’Aeronautica è impegnata in un significativo processo di riforme, che serviranno a renderla più snella e sempre più funzionale alle esigenze del Paese. Non dobbiamo temere il cambiamento! Dobbiamo fare delle scelte e assumerci ognuno le proprie responsabilità. È un momento storico in cui ci vuole coraggio! Senza coraggio nulla si muove, nessuna decisione difficile viene presa né alcuna azione è portata a compimento».

«L’innovazione – era scritto nel messaggio – passa attraverso l’ispirazione degli uomini e delle donne in azzurro, va oltre la tecnologia e diventa uno stato mentale, un’attitudine alle relazioni umane che ci consente di evolvere tutti insieme, per essere sempre più utili alla collettività nel fornire difesa e sicurezza al Paese».