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In occasione del firmacopie alla libreria Giunti di #Formia, Diego Di Dio ci svela qualche retroscena sul suo “Fore Morra”

Aneddoti e particolari dietro il romanzo d’esordio

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In occasione del firmacopie alla libreria Giunti di #Formia, Diego Di Dio ci svela qualche retroscena sul suo “Fore Morra”

Il Faro on line – “Fore morra” è il suo romanzo d’esordio, ma non il suo esordio letterario vero e proprio. Stiamo parlando di Diego Di Dio, penna dai tratti thriller tendenti al noir, che si è fatto conoscere ai più grazie ai suo numerosi racconti.

Il 26 marzo, in occasione del firmacopie che ha avuto luogo nella libreria Giunti – sita all’interno del Centro Commerciale Itaca di Formia – ci svela aneddoti e retroscena che vi sono dietro alla sua scrittura e, più specificatamente, dietro alla stesura del suo primo romanzo.
Di seguito, la breve intervista:

Ciao Diego. Allora, sappiamo che “Fore morra” è il tuo romanzo esordio ma non il tuo esordio letterario, vero?
Sì, esattamente. Ho cominciato con lo scrivere racconti sempre più o meno dello stesso genere del romanzo, molti dei quali sono stati pubblicati con Giallo Mondadori.
Scrivere racconti per me è stato un po’ una “palestra”. C’era la volontà di verificare se il talento che credevo di avere, esisteva. E poi anche la possibilità di incanalare il suddetto talento.

Dai racconti a un romanzo. Com’è nato e come è stato il passaggio?
La trama iniziale era già nel “cassetto” da un po’e aveva un titolo diverso. Il passaggio, invece, è nato dall’esigenza di sperimentare la “prova del fuoco”. Se fossi riuscito a pubblicare un romanzo, magari con un editore importante, allora sì che avrei cominciato a fare sul serio, con la scrittura. La versione finale di cui si può leggere oggi è passata al vaglio per ben tre anni, che ho usato per fare ricerche, sopraluoghi etc… Solo quando ero abbastanza sicuro del mio lavoro ho cominciato a inviarlo alle varie case editrici.

La proposta della Fanucci… Com’è avvenuta?
Passati i tre anni di cui sopra, ho come ti dicevo iniziato a inviare il mio materiale alle varie case editrici che pubblicano il genere che scrivo.
Un giorno, quasi per scherzo, mi sono convinto a mandarlo anche alla Fanucci, senza troppa convinzione ne aspettative, considerato che loro pubblicano perlopiù autori esteri.
Dopo circa venti giorni, al contrario di quanto credevo, ricevo una chiamata da Sergio Fanucci.
Aveva letto il mio materiale durante un soggiorno in montagna e se ne era innamorato.

Hai detto che il titolo originale non era “Fore Morra”. Allora questo da dove nasce e cosa significa?
Il nuovo titolo l’abbiamo concordato insieme con la casa editrice. “Fore Morra” è dialetto avellinese e significa in senso letterale “fuori dalla camorra”, ma lo si potrebbe interpretare anche come un “fuori posto.”

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