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Civitavecchia, ambientalismo a 5 Stelle: un’aspra critica contro l’amministrazione dei pentastellati

Dai sindaci di Allumiere, Monte Romano, Santa Marinella, Tarquinia e Tolfa: "Da parte dei cinque stelle solo fumo negli occhi"

Civitavecchia, ambientalismo a 5 Stelle: un’aspra critica contro l’amministrazione dei pentastellati

Il Faro on line – “Dopo anni passati ad accusare i sindaci del territorio di connivenza con l’Enel, la strategia ambientale dei 5 Stelle appare finalmente chiara. Sotto la loro guida, il Comune di Civitavecchia ha infatti impiegato solo dodici mesi di gestione della rete di monitoraggio della qualità dell’aria per rimuovere da questo territorio l’inquinamento della centrale a carbone. Rimuovere la sua misura, non certo la sua presenza!” – così dichiarano i Sindaci di Allumiere, Monte Romano, Santa Marinella, Tarquinia e Tolfa.

“Lo rivela l’ultimo rapporto sulla qualità dell’aria 2015-2016 recentemente pubblicato sul sito del Consorzio per la Gestione dell’Osservatorio Ambientale. Un rapporto scarno che risente della mancanza di fondi sottratti dal comune di Civitavecchia, ma dettagliato ed analitico. Un rapporto che conferma il persistere dei rischi per la salute dovuti alle polveri fini ed all’ozono, ma nel 2016 segnala una diminuzione del 90% del biossido di zolfo in tutte le postazioni” – continua unanime la dichiarazione dei Sindaci.

“Il biossido di zolfo, l’inquinante simbolo della combustione del carbone di cui TVN è tra le principali sorgenti di emissione in Italia. Un dato inaffidabile secondo il Consorzio, ma ufficiale perché trasmesso dall’Enel al Ministero dell’Ambiente ed alla Regione Lazio in ottemperanza alla presentazione formulata nell’autorizzazione all’esercito” proseguono i Primi Cittadini.

“Un dato nascosto alla popolazione con l’abolizione di qualsiasi forma di informazione e mascherato con l’adozione di iniziative fuorvianti.Che fine hanno fatto i tabelloni luminosi che informavano sulla qualità dell’aria? Ed i rapporti annuali ed i convegni che ogni anno il locale Osservatorio organizzava su questo tema? E che obiettivo hanno le campagne sulla desolforazione dei carburanti delle navi, periodicamente annunciate alla stampa dal pentastellato Menditto, se il biossido di zolfo che da essi deriva è sparito da quest’area?” – domandano i Sindaci.

“Fumo negli occhi, come quello di delegare la diffusione dell’informazione all’Osservatorio Regionale, un organo che esiste solo sulla carta e da oltre tre anni non si riunisce. Uno schema preciso quindi: il comune gestisce la rete ma non sa leggere i dati; l’Osservatorio Regionale gestisce l’informazione ma non si riunisce; l’Enel comunica alle autorità che la centrale non contribuisce più all’inquinamento, visto che il suo inquinante caratteristico è ora praticamente assente dal territorio” – continuano gli Amministratori.

“Con il biossido di zolfo è però sparito da quest’area anche il milione di euro, e con esso posti di lavoro, che ogni anno viene versato dall’Enel per il monitoraggio dell’inquinamento dell’aria dovuto allan centrale. È troppo chiedere come è stato speso, se la manutenzione della rete negli anni precedenti costava solo trecentomila euro? Ma non è tutto!

A fine 2015 il Comune di Civitavecchia ha deciso di riprendere la gestione della rete di monitoraggio e contestualmente ha firmato una convenzione con l’Enel che ha portato nelle casse comunali oltre dieci milioni di euro, salvandolo dal default provocato dalla fallimentare gestione a 5 Stelle. È irragionevole chiedersi se la cancellazione dell’inquinamento della centrale ha qualche collegamento con questa improvvisa generosità dell’Enel?” – prosegue il comunicato.

“Come sindaci del territorio non accettiamo di subire in silenzio l’ambientalismo interessato dei cinque stelle e chiederemo alla Regione Lazio, al Ministero dell’Ambiente ed a tutte le autorità competenti se ritengano che nel 2016 la prescrizione del decreto Via sia stata rispettata dall’Enel, considerato che:

a) i risultati del monitoraggio non sono validi poiché la rete, essendo stata in funzione per soli nove
mesi, non ha rispettato la copertura temporale prevista dalla legge;

b) le stazioni di monitoraggio di Tarquinia e Santa Marinella sono state spente;

c) i dati pubblicati dall’Arpa sul proprio sito sono così carenti da far supporre che non siano stati
validati” – concludono i Primi Cittadini.