Seguici su

Cerca nel sito

Picchia la figlia perché non porta il velo, arrestato

Nel Senese, i compagni di scuola notano i segni delle botte e danno l'allarme.

Più informazioni su

Picchia la figlia perché non porta il velo, arrestato

Il Faro on line – E’ arrivata in Italia quando era piccola ed è cresciuta in un piccolo borgo della provincia di Siena dove ha frequentato la scuola, fino all’istituto superiore, quando ha cominciato a rifiutare i simboli di quella religione musulmana a cui il padre è particolarmente devoto. Per questa scelta di ribellione, un’adolescente di origine kosovara è stata vittima di maltrattamenti tra le mura di casa perché non voleva indossare il velo, leggere il Corano e imparare la lingua araba.

A picchiarla il padre, un 38enne che da circa vent’anni abita in Italia e che, secondo quanto riferisce la polizia, “ha aderito ai precetti più radicali della religione islamica”. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti a danno di minori conviventi.

Alla figlia ‘ribelle’ l’uomo aveva impedito di intrattenere rapporti con i coetanei, facendola crescere “in un contesto familiare isolato ed estraneo alle normali condizioni di socialità”, spiega ancora la polizia.

Ma proprio quei coetanei, tra i banchi di scuola, si sarebbero accorti insieme agli insegnanti che qualcosa non andava: la ragazza faceva fatica a camminare e aveva strani segni sul corpo. Da qui la segnalazione ai sanitari che hanno preso in carico la minorenne ricoverandola la scorsa settimana e allertando la polizia che ha fatto scattare le indagini della procura di Siena.

La minorenne si trova attualmente in una struttura protetta e proseguono gli approfondimenti degli inquirenti su quanto accaduto. La prima condanna dell’episodio e della condotta del 38enne è arrivata da Mohamed Abdel Qader, imam di Perugia e di Colle Val d’Elsa (Siena): “Episodi simili non appartengono all’Islam”.

“I bambini vanno trattati con affetto e amore”, ha aggiunto l’imam che ha poi sottolineato: “L’adolescenza è un momento particolare nella vita di ogni individuo e deve essere affrontato con ancora maggiore attenzione”. Quello accaduto in provincia di Siena non è il primo caso di maltrattamenti a ragazze che hanno manifestato il proprio rifiuto a seguire le regole della religione musulmana.

In Italia nelle ultime settimane anche Bologna, Pavia e Torino sono state teatro di violenze su minorenni che volevano vestirsi alla ‘occidentale’ o rifiutavano di essere date in sposa a uomini adulti.

 

Più informazioni su