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Assoluti di kumite 2017, intervista a Gianluca De Vivo: “Importante confermarsi agli Assoluti, adesso guardiamo avanti”

Quarto oro italiano, al collo. Punto fermo della Nazionale italiana, con il sogno di Tokyo 2020. Il karate olimpico salva i ragazzi dalla strada

Assoluti di kumite 2017, intervista a Gianluca De Vivo: “Importante confermarsi agli Assoluti, adesso guardiamo avanti”

Il Faro on line – E’ uno dei grandi della Nazionale italiana, Gianluca. Con il karategi dello Shirai Club San Valentino, addosso, che ha poi vinto la classifica a squadre, nella categoria maschile, sul tatami, nella prima giornata di gare, agli Assoluti 2017 di Ostia Lido, il vicecampione europeo di Montpellier, nei 67 kg, si è messo al collo, il suo quarto oro italiano.

Sono stati 5 per lui, gli incontri disputati sotto le luci del Pala Pellicone. Un’altra giornata impegnativa, questa. Interamente dedicata alla gara, della vita. Lo è sempre, sul tatami, se l’obiettivo è la medaglia al collo. E’ un giovane karateka di quasi 25 anni, il De Vivo azzurro e con un grande talento da combattente. E’ arrivato in finale, con Giuseppe Cartelli, un suo compagno di dojo e probabilmente, alla fine della competizione, è stata l’intera società sportiva a festeggiare entrambi. Sono questi i valori delle arti marziali. Al termine della gara, tutti insieme si festeggia.

Nell’anno in corso, il primo del quadriennio olimpico, con in tasca il sogno realizzato, del karate a Cinque Cerchi, Gianluca si è portato a casa una medaglia di bronzo da Rotterdam. Lo racconta ad Il Faro on line, ai piedi del podio, con l’oro italiano 2017, al collo. E’ stata dura anche in Olanda, battere avversari forti e confermarsi, nel suo kumite. Una medaglia lo fa sempre, messa al collo e pendente sul cuore. E’ piacevole quel rintocco sulla pelle, che parla di sé. Descrive ogni colpo dato sul tatami. Veloce, fulmineo e preciso. Senza fare male. Un altro valore delle arti marziali.

Gianluca fa parte della Nazionale senior, quella delle leggende italiane. E, nelle diverse tappe della Premier League, in questi anni, ha vinto 4 medaglie, compresa l’ultima alla Dutch Open. 3 bronzi ed un argento per lui. Dopo esser salito, da junior, sul terzo gradino del podio, agli Europei under 21, in Francia, nel 2009. E’ là, che Gianluca ha alzato i guantini e ha detto al mondo del karate, di esserci.

Nelle sue diverse partecipazioni, in Premier League, il primo bronzo è arrivato a Francoforte, nel 2013, mentre il secondo è giunto l’anno successivo, ancora sotto il cielo fortunato di Olanda. Ad Istanbul, il secondo posto in Premier, lo ha confermato di più, nella categoria 67kg, dei migliori al mondo e poi quella medaglia, del secondo posto agli Europei francesi ha firmato, il suo autografo, nel karate europeo. E’ parte integrante oggi, degli azzurri della Nazionale.

Con questo bottino, nei guantini e sulla cintura, De Vivo è arrivato ad Ostia, per disputare ancora una volta, il suo Assoluto. Sette sono state le finali disputate, in Italia, ai Campionati tricolori. Lo dice Gianluca, emozionato. Ma secondo lui, il valore del karate è solo uno. Migliora la società e salva tanti ragazzi dalla strada. Secondo il suo pensiero, questa è un’eredità importante dell’elezione a disciplina olimpica. La bandiera a Cinque Cerchi potrebbe attirare a sé, molti praticanti ed il sogno di Tokyo 2020, lo guida e lo rende felice, in questo primo anno olimpico del karate stesso. Ed il suo kumite si esprime sul tappeto, direzione Giappone.

Appena premiato con medaglia d’oro al collo e diploma in mano, targato Fijlkam, Gianluca ha descritto le sue sensazioni, da campione italiano 2017 :

“Era importante confermarmi agli Assoluti e riprendermi il titolo italiano. Ho disputato la mia settima finale consecutiva, vincendo il quarto titolo tricolore. Stavolta, non ho disputato la mia solita finale con Serino, ma ho incontrato il mio amico Giuseppe Cartelli, nell’ultimo incontro. Ho una grande stima per lui. Questa medaglia vinta è tutta per il mio maestro, per incoronare anche, un’importante carriera”. Descrivendo le sue ultime medaglie vinte, nelle varie tappe della Premier League, ha commentato: “E’ stata molto dura a Rotterdam. In questi tornei, ci sono dei doppioni di ogni nazione. E’ un Mondiale con i doppioni, quindi non è facile. Era un test per il futuro ed era fondamentale, tornare a casa, con una medaglia di bronzo. E’ andata bene. E’ arrivato poi, anche questo titolo italiano. Adesso, guardiamo avanti”. Esprimendo il suo pensiero, per l’elezione del karate, a sport olimpico, continua: “Sono molto felice di questo. Lo sono anche perché è prezioso nei suoi valori. Toglie tantissimi ragazzi dalla strada, ad esempio. Penso che, quella sia la cosa più importante. Ci sono tante realtà, dove veramente praticare sport, è un sacrificio. La scelta, di portare il karate alle Olimpiadi, può salvare anche questa situazione sociale”.

 

Foto : Alberto Maffini