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Assoluti Kumite, Luigi Busà vince l’oro italiano: “Posso arrivare alle Olimpiadi”

Una straordinaria carriera, con 12 ori vinti in Nazionale. L’ultima, un bronzo conquistata a Dubai nella Premier League

Assoluti Kumite, Luigi Busà vince l’oro italiano: “Posso arrivare alle Olimpiadi”

Il Faro on line – Ha vinto di nuovo, il Busà nazionale. E sono 12, i titoli italiani conquistati. Una serie incredibile di vittorie, in Italia. Ma non solo. Luigi è una delle leggende tricolori che in giro per il mondo, ha vinto 30 medaglie con il karategi della Nazionale addosso e ha portato gloria al karate mondiale.

La Nazionale e i Carabinieri. Entrambi nel cuore di Busà

E’ anche vicecapitano azzurro, il nuovo karateka del Centro Sportivo dei Carabinieri. Mentre sfila verso gli spogliatoi del Pala Pellicone, lo incontra Il Faro on line, per prendere da lui, quelle sensazioni post premiazione primo gradino del podio, nei 75kg, che solo un campione può spiegare. E racconta di questo suo ruolo di responsabilità in Nazionale, per i compagni azzurri, che ricopre con passione ed entusiasmo. E continua a descrivere di sé, proprio con la divisa della sua nuova società sportiva militare sulle spalle, che da gennaio, lo ha tesserato e preso per mano. Accanto a lui, mentre parla ai lettori di testata, c’è anche Vincenzo Figuccio. Allenatore della Nazionale Italiana e tecnico del karate dei Carabinieri. Guida indispensabile di Luigi, a bordo tatami.

2 titoli mondiali. Quello di Parigi, il più sentito, vinto di fronte a 25 mila spettatori, con Aghayev. L’avversario da battere, anche alle Olimpiadi

Ci teneva a vincere il titolo 2017, ad Ostia e non solo per lui stesso. Ci sono due famiglie adesso nella sua vita. Quella di origine e quella sportiva. I Carabinieri significano molto per lui ed è sicuro che, quell’affascinante obiettivo a Cinque Cerchi, all’ombra del Monte Fuji, probabilmente, non è così lontano, se proprio la divisa rossonera continuerà a farlo crescere. E il titolo ottenuto ad Ostia, lo dedica anche a loro. E’ un campione affermato Busà. Un simbolo del karate, targato Wkf. Detiene due titoli mondiali nella cintura e tra di essi, quello che suscita in lui particolare emozione, è quello vinto a Parigi, contro il grande Aghayev, nel 2012. Lo confessa, con l’oro italiano numero 12, appeso al collo. Nel suo palmares, c’è anche il terzo posto conquistato negli ultimi Mondiali di Linz e 5 ori continentali vinti, nelle edizioni precedenti degli Europei, e presto, si svolgeranno quelli di Turchia. In calendario, la data segnata è quella del 7 maggio. Ci sarà probabilmente, un’altra finale continentale, in quel caso, da disputare. Si sente bene Luigi e le sue sensazioni sono positive.

Rabat e poi Samsun, Luigi è pronto ad affrontare nuovi avversari, sulla strada per Tokyo 2020

Ha cominciato in un ottimo modo, il primo anno, del nuovo quadriennio olimpico. Prima degli Assoluti Italiani vinti, l’8 aprile scorso, al Pala Pellicone, Busà ha conquistato la medaglia di bronzo a Dubai, nell’ultima tappa della Premier League, in ordine di tempo. E prima proprio degli Europei a Samsun, ce ne sarà un’ultima da affrontare, a Rabat. Lui è pronto a scendere di nuovo sul tatami e i suoi tifosi non vedono l’ora di vederlo trionfare di nuovo.

Caro Luigi, hai appena vinto il tuo oro italiano, del 2017. C’è una particolare sensazione, che provi per questo ?

“E’ il 12esimo titolo consecutivo che vinco. Tuttavia, questo ha un sapore diverso. Dal mese di gennaio, faccio parte del Centro Sportivo dei Carabinieri e mi hanno accolto benissimo. Posso dire tranquillamente che, anche se sono passati tre mesi, mi hanno fatto sentire a casa. Lo sono per me, come una seconda famiglia. Volevo fare bene anche per loro, ad Ostia. Avevo tante pressioni addosso, perché quando sei il favorito, è così. Sono riuscito ad affrontare tutto, da grande campione. Ho fatto una gara, disputando sette incontri con dei grandi atleti ai quali faccio i complimenti. In Italia, c’è un bellissimo livello, nei 75 kg. Sono molto felice di aver vinto”.

Sei salito su tanti podi, in carriera. Sei diventato due volte, campione del mondo. C’è stata una medaglia in particolare, che ricordi con più affetto ?

“E’ stata quella del 2012, a Parigi. Di fronte a 25 mila persone, ho vinto il titolo mondiale, con Rafael Aghayev. Ci stiamo attrezzando per vincere contro di lui ed arrivare a Tokyo, in splendida forma”.

Il karate è diventato sport olimpico. Il sogno di poter partecipare ai Giochi è più concreto, per te, ora. Qual è il tuo pensiero, Luigi ?

“Posso arrivarci, ci credo. Lo faccio perché ci sono i Carabinieri, adesso. Prima, mi allenava solamente il mio papà. Io vivo a Roma e fare avanti ed indietro prima, non era facile. Adesso, ho il Centro Sportivo direttamente a Roma ed è più comodo. Ho la famiglia ad Avola ed anche a Roma, con loro. C’è anche la Nazionale, che è sempre a disposizione e mi permette di gareggiare sempre, ad alti livelli”.

Siete un gruppo molto unito, in Nazionale. Com’è la tua esperienza, in azzurro ?

“Ogni momento è stato bello, con i miei compagni. Sono dei ragazzi fantastici, anche i giovani che si stanno attualmente affermando. Io sono il vicecapitano, quindi mi esortano sempre ad essere il punto di riferimento. Quando non c’è Stefano, il capitano, lo divento io, quindi si rapportano con me, questi splendidi ragazzi. Io vedo prima le persone. Dico sempre : un campione in meno ed una brava persona in più”.

Tra un mese circa, ci saranno gli Europei in Turchia. Quali sono le tue aspettative ?

“Adesso, a maggio, andremo a Rabat, per la nuova tappa della Premier League. Sarà l’ultimo test, prima del torneo continentale. Puntiamo al titolo. Le sensazioni sono belle”.

Foto : Fijlkam