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#Ventotene, Adinolfi candidato alla carica di sindaco

Il Presidente del Popolo della Famiglia: "Mi candido per sostenere la libertà della donna e la sua piena realizzazione nel ruolo di madre"

Ventotene, Mario Adinolfi candidato alla carica di sindaco

Il Faro on line – Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia intervenendo a una trasmissione di Pdf Tv, ha annunciato la sua intenzione di candidarsi alle amministrative dell’11 giugno a sindaco di Ventotene.

“Lo sforzo per le prossime elezioni del Popolo della Famiglia, con propri candidati sindaco in tutta Italia, mi vedrà coinvolto anche personalmente: correrò per la carica di primo cittadino a Ventotene. La scelta ha una valenza insieme simbolica e concreta per il nostro movimento. Ventotene è simbolo di un’Europa che non ci piace, che ha dimenticato completamente le proprie radici cristiane e ed è diventata l’Europa dei banchieri e dei burocrati” – afferma Adinolfi.

“Ventotene è allo stesso tempo il luogo dove un commissario prefettizio, una donna, ha varato il provvedimento amministrativo più prossimo alla nostra proposta di reddito di maternità, con un bonus per le madri di 160 euro per 36 mesi. Noi vogliamo scrivere come Popolo della Famiglia, nei giorni in cui Erdogan annuncia la sua vittoria “contro i crociati” chiedendo ai turchi in tutta Europa di “fare almeno cinque figli”, un nuovo manifesto di Ventotene che si ispiri all’allarme profetico del cardinale Biffi che vedeva un’Europa in mano all’Islam se non avesse riscoperto le radici cristiane” – continua il Presidente.

“E allora deve essere un manifesto di Ventotene per una nuova Europa lontana dalla cultura necrofila dell’aborto e dell’eutanasia, che proclami un nuovo vero diritto civile: il diritto universale a nascere, perché sulla natalità costruiremo il futuro dell’Europa, altrimenti l’Europa non avrà futuro.

Il Popolo della Famiglia si candida anche a Ventotene per proporre la ricetta concreta del reddito di maternità che unito al quoziente familiare è l’unica arma per sostenere davvero la libertà della donna e la sua piena realizzazione nel ruolo di madre” – conclude Adinolfi.