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#Ostia, don Franco De Donno ‘Basta con il silenzio di fronte alle intimidazioni di stampo fascista’ foto

Dopo l’ennesimo episodio violento, proprio il 25 aprile, l’appello alla cittadinanza e alle istituzioni democratiche

#Ostia, don Franco De Donno ‘Basta con il silenzio di fronte alle intimidazioni di stampo fascista’

Il Faro on line – Festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, 25 aprile 2017. Tanti i ricordi, le iniziative che si sono svolte su tutto il territorio, ma ancor più assordante è il silenzio di fronte alle ripetute aggressioni (verbali, fisiche, sui beni) che si nascondono e “fanno forza” dietro il marchio ideologico del fascismo. Così proprio ieri ci siamo dovuti svegliare tra le scritte fasciste alla Stazione di Lido Centro, stigmatizzate da Sinistra Italiana, e questo post su Facebook, purtroppo uno dei tanti analoghi degli ultimi mesi:

“Questa mattina mi son svegliato con la macchina imbrattata tra svastiche e croci celtiche insieme alle ruote completamente squarciate. Oggi 25 aprile mi rendo conto che certe battaglie sono ancora tutto tranne che passate. Mi chiedo per quanto tempo ancora le Istituzioni e le Forze dell’ordine rimarranno a guardare senza fare nulla. Oggi però mi sento felice e più forte che mai, niente e nessuno potrà fermare determinate parole e gesti. Un abbraccio a chi è rimasto, a chi lotta nonostante tutto, a chi crede in qualcosa di diverso ed è pronto a tutto, costi quel che costi”.

Per uno che parla, ci saranno sicuramente tanti altri episodi intimidatori taciuti per paura. Di fronte a questa situazione insostenibile tutti i cittadini e il mondo associativo si aspettano una chiara e forte risposta dal sistema democratico nel suo insieme, fatto di partiti e movimenti politici, istituzioni e forze dell’ordine.

“Non si può far più finta di niente – è il grido di allarme che lancia anche don Franco De Donno, responsabile della Caritas di Ostia – ora bisogna agire tutti insieme affinché chi ancora dorme si svegli al più presto dal proprio torpore; chi pensa che ciò non lo riguardi, apra gli occhi per prevenire un incombente pericolo di perdita della libertà; chi fa finta di niente prenda sul serio di non permettere che un ‘piccolo tumore’ di oggi vada in ‘metastasi’ nel tessuto sano del nostro territorio!”.

Speriamo e siamo persuasi che l’appello di don Franco, che ha voluto essere comunque celebrativo della Festa del 25 aprile  “nella convinzione, colma di speranza, che al più presto la vera libertà, fondata sul rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona, venga finalmente liberata” non cadrà nel vuoto perché è tempo, oggi più che mai, di resistere alla clima di violenza e di guerra. Non solo il 25 aprile.