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#Ostia, Sinistra Italiana ‘Chiediamo la riapertura della Casa del Parto Naturale Acqualuce’

Possanzini: "Un patrimonio di inestimabile valore che non possiamo permetterci di perdere"

#Ostia, Sinistra Italiana ‘Chiediamo la riapertura della Casa del Parto Naturale Acqualuce’

Il Faro on line – “In queste ore Sinistra Italiana, con la firma del Senatore Massimo Cervellini, della Senatrice Loredana De Petris e della Senatrice Alessia Petraglia, che ringraziamo per l’impegno, ha presentato una interrogazione parlamentare per chiedere direttamente al Ministro della Salute Lorenzin di attivarsi affinchè non si perda definitivamente la Casa del Parto Naturale Acqualuce“. Lo dichiara in una nota Marco Possanzini, per Sinistra Italiana X Municipio.

“Sono state troppe le rassicurazioni e le promesse che il Governatore Zingaretti ha disatteso. Questa struttura, totalmente pubblica, è l’unica nel Centro Sud Italia ed è la sesta a livello nazionale dove è possibile praticare il parto naturale ed essere seguiti per tutto il periodo della gestazione.

La chiusura di questa struttura è una ferita aperta a cui non ci rassegniamo. Costruita nella pineta antistante l’ospedale Grassi, praticamente all’interno del corpo ospedaliero, era gestita direttamente dalle ostetriche in forze all’Ospedale Grassi e quindi a costo quasi zero per la Asl Rm D ed era un fiore all’occhiello della sanità pubblica.

Nonostante le rassicurazioni, nonostante le promesse, La Casa del Parto Naturale Acqualuce è stata definitivamente chiusa e non sembra esserci l’intenzione di intervenire per riaprirla. La qualità dei servizi erogati alle famiglie, nello specifico mamme e neonati, così come tutte le professionalità che operavano all’interno della Casa del Parto, sono un patrimonio di inestimabile valore che non possiamo permetterci di perdere.

Il blocco delle assunzioni ha definitivamente messo la pietra tombale su questa struttura impedendo qualsiasi prospettiva di riapertura. Con questa interrogazione chiediamo al Ministro Lorenzin di intervenire per non perdere definitivamente uno dei fiori all’occhiello della sanità pubblica” – conclude Possanzini.