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Europei di Karate, 8 medaglie dall’Italia e secondo posto, nel medagliere finale!

Busà e Marino conquistano il titolo continentale, nel kumite, insieme al kata a squadre, di Battaglia, Bottaro e Pezzetti. La Cardin argento nei 55 kg

Europei di Karate, 8 medaglie dall’Italia e secondo posto, nel medagliere finale!

Il Faro on line – Una favola chiamata Italia, agli Europei in Turchia. Nella due giorni delle finali, individuali e a squadre, i karateka azzurri hanno ottenuto in totale, ben 8 medaglie. Un risultato certamente straordinario e da incorniciare in bacheca, che ha proiettato la delegazione tricolore, al secondo posto in classifica, nel medagliere finale. Alle spalle, della Nazionale di casa, che ne ha messe al collo, 14, l’Italia festeggia un’incetta di vittorie, ricca e entusiastica, in previsione delle qualifiche di Tokyo 2020.

Cominceranno il prossimo anno, con la Premier League di Parigi e proprio nei primi 12 mesi, post Rio 2016, con la nuova elezione a disciplina olimpica, il karate italiano promette grandi podi futuri. E lo fa, non solo con le conferme dei grandi e quelli che negli anni, hanno arricchito il palmares tricolore, ma anche da parte dei giovani, che provenienti dalle categorie inferiori, dove hanno già vinto e firmato nome e medaglie, stanno cominciando, con il guantino giusto, la loro avventura, verso le prossime Olimpiadi.

Si sono moltiplicate, allora le emozioni, non solo per gli atleti azzurri, ma anche per tutti gli appassionati, che in Italia e a tifare direttamente a Kokaeli, li hanno accompagnati e applauditi. Il sipario si è aperto, sabato 6 maggio, con le prime finali individuali. E nel primo giorno dedicato agli incontri conclusivi, la Nazionale del Bel Paese ha riportato in palmares, 6 medaglie. Due ori, due argenti e due bronzi.

I due ori vinti sono arrivati dal kumite maschile. Non solo da un grande atleta, vicecapitano tricolore e affermato in campo internazionale, come Luigi Busà, ma anche da un giovane esordiente, in campo internazionale senior. Lo ha fatto Simone Marino, nella categoria dei pesi massimi. Busà ha scritto la storia, anche sua personale e non solo, quella del karate italiano. Ha vinto 6 titoli continentali. Mai, era accaduto prima. Luigi ha messo al collo, la medaglia d’oro superando in finale, Stanislav Horuna. Ha condotto sin dall’inizio, il suo incontro e prima di subire un ippon a 17’’ dal termine, aveva trovato un buonissimo e triplice vantaggio. In maniera aggressiva e convincente, il karateka siciliano ha vinto per hentai, nei 75 kg. E tante, sono state le sue lacrime sul podio. Anche Simone Marino si è commosso, al suono dell’inno italiano. E ha posato, per una foto solitaria sul tatami, con medaglia al collo, quella del titolo europeo. Il primo per lui, da assoluto novizio. A soli 20 anni, ha superato il campione mondiale ed europeo, Enes Erkan. Nei + 84 kg, ha vinto per 2 a 0 ed è stato il primo, anche ad aprire, la straordinaria giornata degli azzurri.

Sara Cardin e Viviana Bottaro hanno conquistato l’argento. Le due donne tricolori, del kumite e del kata, hanno dato grande soddisfazione e gioia, anche seppur non vincenti, sul primo gradino del podio. Sarebbe stata comunque medaglia e probabilmente, questa era la cosa più importante. Non si spiega, in seguito, la sensazione di mettere un alloro al collo. Sara, prima del termine della finale, ha trovato uno yuko a suo favore, con la turca Tuba Yakan e con un fastidioso infortunio al polpaccio, che aveva anche messo in dubbio, la stessa partecipazione, in competizione. Non ha confermato il suo titolo del 2016, nei 55 kg, ma è salita sul podio e questo va considerato, come un successo. La Bottaro, nel kata individuale, è stata superata per 4 a 1, da Sandra Sanchez, ma è salita su un podio individuale, di assoluto peso storico.

Come per le compagne di Nazionale, anche nella categoria maschile, dello stesso kumite e kata individuale, hanno vinto le stesse medaglie, anche Mattia Busato e Angelo Crescenzo. Mattia ha messo il bronzo al collo, vincendo nettamente la sua finale, per 5 a 0, sullo slovacco Peter Fabian, mentre Angelo, nel peso dei 60 kg, si è imposto per 8 a 5, con il turco Samdan, salendo sul terzino gradino del podio.

Tuttavia, la giornata del sabato era solo una vigilia di attesa, a quello che sarebbe stato il giorno dopo. Non sarebbero finite le medaglie e i festeggiamenti. Da quel kata a squadre, che tanto negli anni, ha portato allori magnifici alla Nazionale, i karateka azzurri in finale non hanno disilluso le attese. Nelle categorie maschili e femminili, la medaglia d’oro delle ragazze, con replica del titolo del 2014, insieme a quello di vicecampioni continentali, dei ragazzi, con alloro d’argento sul podio, ha solo aumentato soddisfazione e orgoglio.

E dunque, nella giornata conclusiva di domenica 7 maggio, il trio femminile, Sara Battaglia, Viviana Bottaro e Michela Pezzetti hanno strappato alla Francia, quell’oro che le ha fatte entrare nella storia, del nuovo karate olimpico. Per 5 a 0, il risultato ottenuto non ha ammesso repliche. L’argento con la temutissima Spagna, invece, ottenuto da Alessandro Iodice, Alfredo Tocco e Mattia Busato ha sigillato l’ennesimo successo azzurro, agli Europei. E nella stessa edizione, sia Mattia Busato, che Viviana Bottaro hanno riportato a casa, due medaglie ciascuno.

Di assoluto valore allora, è stato il cammino intrapreso dallo staff tecnico, proteso verso la conquista di una perfezione tecnica, che porterà probabilmente a quella molteplicità di medaglie, che farà volare l’Italia, verso Tokyo 2020. Le 8 medaglie conquistate alla 52esima edizione degli Europei di karate, ha certificato il lavoro svolto dal Direttore Tecnico Pierluigi Aschieri e dai coach federali, Salvatore Loria, Cristian Verrecchia, Vincenzo Figuccio, Claudio Guazzaroni e Roberta Sodero.

Foto : Fijlkam