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Il Papa a #Fatima, per quasi tutti Maria è un manto che protegge foto

Non importate vederla, ma farsi avvolgere di speranza e luce.

Il Papa a #Fatima, per quasi tutti Maria è un manto che protegge

Il Faro on line – “Secondo il credere e il sentire di molti pellegrini, se non proprio di tutti, – ha sottolineato il Papa nella messa per la canonizzazione dei due pastorelli Giacinta e Francisco – Fatima è soprattutto questo manto di Luce che ci copre, qui come in qualsiasi altro luogo della Terra quando ci rifugiamo sotto la protezione della Vergine Madre”.

A proposito delle apparizioni, papa Francesco ha rimarcato che molti seguirono con gli occhi la scia di luce indicata dai tre piccoli veggenti, ma non la vedevano. La Vergine Madre – ha spiegato – non è venuta qui perché noi la vedessimo: per questo avremo tutta l’eternità, beninteso se andremo in Cielo.

Ma ella, presagendo e avvertendoci sul rischio dell’inferno a cui conduce una vita – spesso proposta e imposta – senza Dio e che profana Dio nelle sue creature, è venuta a ricordarci la Luce di Dio che dimora in noi e ci copre”.

Pellegrini non per guarire ma per ringraziare

I pellegrini che decidono di intraprende un viaggio verso i maggiori santuari europei – Lourdes e Fatima in testa – lo fanno non tanto per chiedere una guarigione fisica, ma per un atto di ringraziamento. Le percentuali emerse da uno studio Unitalsi, che si basa su un questionario a risposta multipla su 16 possibilità di scelta, parlano chiaro: il 76% va in pellegrinaggio soprattutto come atto di ringraziamento, il 69% come atto di speranza, il 68% come gesto di condivisione della propria fede, il 65% per sentirsi più vicini a Dio. Solo il 40% dichiara di andare per chiedere una guarigione fisica, attestandosi al 14/o posto come scelta. Sono i dati emersi dal focus “Le motivazioni per un pellegrinaggio” realizzato dall’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) diffuso in concomitanza con la visita del Papa a Fatima.

Il campione di riferimento sono 500 pellegrini per lo più affetti da patologie sanitarie che si sono recati in pellegrinaggio con l’Unitalsi. I dati sono emersi da un questionario ad hoc distribuito e valutato per tutto il 2016 che prevedeva la possibilità di scegliere contemporaneamente diverse motivazioni per le quali si decide di andare in pellegrinaggio. Sempre dal dossier emerge che il 58% va in pellegrinaggio per stare insieme ad altre persone in situazioni simili, il 56% per fuggire dalla vita quotidiana, il 52% alla ricerca di una guarigione emotiva.

“Ho sempre pensato – dichiara Antonio Diella, presidente nazionale Unitalsi – che peggio del soffrire c’è soltanto il soffrire in solitudine. L’Unitalsi può vivere questa straordinaria esperienza di compagnia con chi soffre, ma non per intristirsi, anzi, per comunicare una possibilità di gioia e viverla insieme a chi ha questo grande problema della salute che comincia a mancare, della sofferenza e della solitudine, che può però essere vinta”.

“Lavorare sulla parte epidemiologica – aggiunge Federico Baiocco, responsabile nazionale medici Unitalsi – ci è servito per comprendere l’entità delle malattie di chi partecipa ai nostri pellegrinaggi. Abbiamo voluto però anche cercare di comprendere i motivi per cui persone con malattie plurime scelgono di partecipare a un pellegrinaggio Unitalsi. E’ sorprendente scoprire che lo fanno in primo luogo per ringraziare. Questo dimostra come noi operatori sanitari dobbiamo essere sempre più capaci di accogliere il messaggio di Fatima, il messaggio di Lourdes, e che questo ci deve servire per diventare ancora più attenti nell’accoglienza e nella cura delle persone che soffrono”.