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Fiamme Gialle, Elisa Rigaudo, ‘Il bronzo di Pechino, il successo più grande’

Il saluto all’attività agonistica, senza rimpianti. Lo scorso 12 maggio, le Fiamme Gialle hanno onorato la loro campionessa. Ha vinto, in tutte le competizioni. Il terzo posto ai Mondiali di Daegu, arrivato postumo

Fiamme Gialle, Elisa Rigaudo, ‘Il bronzo di Pechino, il successo più grande’

Il Faro on line – Pioveva quel giorno a Pechino ed Elisa, cappellino con scudetto tricolore sul capo e scarpe da ginnastica ai piedi, partiva destinazione gara. Ben 20 per lei, i km in competizione. Ed insieme alle più grandi della marcia mondiale. Ha combattuto anche contro la pioggia allora, ma poi quella medaglia è arrivata.

A Pechino, 28 medaglie azzurre. La sua, quella del bronzo nella marcia

Tra le 28 che l’Italia vinse ai Giochi cinesi, una riportava anche il suo nome. E ha pianto sul traguardo. Un’atleta come lei, tutto cuore e determinazione, non avrebbe forse potuto farne a meno. Ha preso allora la bandiera tricolore sulle spalle, a riscaldarle la schiena umida e affaticata e le sue lacrime, si sono poi mischiate alle gocce che scendevano dal cielo.

L’entrata alle Fiamme Gialle nel 2002. 15 anni di successi

Una delle più grandi, Elisa, nella marcia olimpica. Il bronzo a Cinque Cerchi, conquistato a Pechino, l’ha resa leggendaria ed in qualcosa che lei, ha fatto con passione. Semplice e infinita. E fino al 12 maggio scorso. Ha dato il suo saluto definitivo, la Rigaudo all’attività agonistica, dopo che, dal 2002, tra le prime donne a vestire la divisa delle Fiamme Gialle, ha conquistato 6 medaglie internazionali, con 14 titoli italiani e 5 record nazionali promesse, che ancora nessuno riesce a strapparle.

La componente del Parcy Team riceve l’omaggio del mondo gialloverde

Presso la Sala Tito, del Centro Sportivo di Castel Porziano, il mondo gialloverde le ha reso omaggio, inchinandosi di fronte ad una delle più grandi campionesse della marcia mondiale, che fa parte in casa Fiamme Gialle, del Parcy Team. In questo modo, la squadra di marciatori e marciatrici della Guardia di Finanza, si definisce, simpaticamente, ma anche orgogliosamente. Guidata da Patrizio Parcesepe. E a margine della cerimonia di saluto, una preziosa componente della squadra come Antonella Palmisano, arrivata quarta a Rio 2016 e sempre nella marcia dei 20 km, ha donato ad Elisa un piccolo regalo dorato, da parte di tutti i marciatori gialloverdi, del I Nucleo Atleti.

Una carriera senza rimpianti e con il sorriso in volto. E nel futuro, l’attività istituzione in Guardia di Finanza

Ha seguito sempre e solo quel fuoco dentro, la Rigaudo. Lo confessa ad Il Faro on line, nella Sala del Camino, durante il rinfresco post cerimonia: “E’ stata sempre quella cosa, che mi ha permesso di faticare, con il sorriso”. E’ la passione che muove ogni cosa, nella vita e nello sport. Non cambia nulla, se esso ne è metafora e specchio: “Ho sempre detto : pratico una faticosa specialità – ha sottolineato Elisa, continuando – ma la faccio, perché mi piace. Sono una persona determinata, ma con il sorriso”. Torna questo elemento fondamentale del suo carattere, nelle sue parole. Incornicia il suo viso, mentre ne parla. Con la gioia in volto e la luce negli occhi, di chi sa che tanto ha dato allo sport, dichiara: “Mi sento realizzata. Quando ho deciso di smettere, non ho avuto rimpianti”. Già da alcuni mesi, cullava l’intenzione di appendere le scarpette al chiodo .. o meglio, di slegarne i lacci per sempre e aprire un nuovo capitolo, della vita: “Quando un’atleta si slega le scarpe e non sente più quel fuoco dentro, come è accaduto a me, è giunto il momento di smettere”. Andrà a svolgere attività di servizio d’istituto, a Cuneo. Nella Guardia di Finanza, che la arruolò nel 2002: “Bisogna rimettersi in gioco, in qualcos’altro – dice il bronzo olimpico della marcia dei 20 km – e un atleta sa benissimo – sottolinea – che è un periodo che quando poi finisce, la vita continua”.

Il titolo europeo under 23 e l’oro ai Giochi del Mediterraneo. Sempre sul podio, nelle Coppe Internazionali

Una vita che comprende tuttavia, tanta vita sportiva, precedente. Ha vinto sempre Elisa. In tutte le competizioni internazionali a cui ha partecipato, ha riportato a casa, uno scalino del podio. Agli Europei Under 23, nel 2001, prima del suo ingresso in Fiamme Gialle, vinse l’oro continentale. Si replicò poi, ad Almeria, ai Giochi del Mediterraneo nel 2005, salendo sul gradino più alto, in 1:32’’44’. Nella classifica a squadre della Coppa Europa di marcia, a Ceboksary, Elisa ha vinto l’oro e per 3 volte, la sua medaglia al collo, è stata quella del secondo posto, nelle Coppe Internazionali di marcia, a Torino nel 2002, a Miskolc nel 2005 e a Murcia, nel 2015, nelle quali ha conquistato anche dei bronzi preziosi.

La gioia sportiva più grande. La medaglia olimpica, lo scopo di qualsiasi atleta

Tuttavia, il massimo successo è arrivato dall’Olimpiade di Pechino. In 1:27’12, Elisa ha alzato le braccia, in segno di vittoria: “Il bronzo a Cinque Cerchi è stata la ciliegina sulla torta. La medaglia olimpica è il sogno di qualsiasi atleta – ha raccontato ai lettori de Il Faro on line – partecipare alle Olimpiadi e vincere la medaglia. L’ho fatto. Come è accaduto, per le altre manifestazioni. Mi mancava un bronzo mondiale, che poi è arrivato postumo”. Fa riferimento, a Daegu 2011, la Rigaudo. In questo Mondiale, era arrivata quarta. Poi, nel contesto dello scandalo del doping di Stato, che ha colpito l’atletica leggera russa, il Cio ha ridistribuito medaglie, insieme alla Iaaf. Ed anche Elisa, ne ha gioito. Per lei, è stato il bronzo allora, la medaglia messa al collo e con merito. E non ha mai smesso di averlo in viso, il suo sorriso: “Penso che serva per affrontare anche, i momenti brutti – ha spiegato, la detentrice della quarta prestazione di sempre, sui 3000 metri indoor – che sia un atleta, o una persona, può avere. Quindi, credo che il sorriso mi serva per superare le difficoltà”.

E a sorridere Elisa .. sotto la pioggia di Pechino 2008. Vincitrice

E quella pioggia che scendeva a Pechino, rappresentava probabilmente, un piccolo ostacolo della vita, come in gara. Lei lo ha affrontato e mentre la pioggia scendeva dal cielo, evocando tristezze e visi malinconici, Elisa ha sorriso, spazzando via le malinconie, con la sua marcia dei 20 km e salendo sul terzo gradino del podio.

Foto : Giuseppe Marchitto/Ufficio Stampa Fiamme Gialle