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Rifiuti a #Fiumicino, Satta rilancia l’ipotesi Arrow-bio

Il sistema israeliano potrebbe risolvere l'80% dei problemi esistenti. Satta chiede anche una rimodulazione del sistema di raccolta per gli esercizi di vendita al dettaglio..

Rifiuti a #Fiumicino, Satta rilancia l’ipotesi Arrow-bio

Il Faro on line – “È di attualità, nell’avvicinarsi della stagione estiva, che si parli e si riparli di rifiuti, purtroppo ognuno ha le proprie convinzioni, sempre dipendenti dalle certezze”. L’incipit è di Luigi Satta, della Lista civica Noi Insieme, imprenditore, già delegato alla Pesca del Comune di Fiumicino ed ex consigliere comunale.

“La mia convinzione – prosegue Satta – arriva dalla lontana Israele, dopo aver visitato per ben 3 volte lo stabilimento  dell’Arrow Bio, e dunque da un’esperienza fatta e documentata. Non voglio annoiare nello spiegare come avvengono i diversi cicli di lavorazione di rifiuti (in parte non differenziati) che vanno dalla raccolta,allo stoccaggio e alle diverse fasi del riciclo – sarebbe sufficiente visitare il sito internet di Arrow Bio  a Tel Aviv e farsi un idea di come è gestito il complicato problema dei rifiuti con risultati economici eclatanti.

Se ci fosse un interesse del Comune, della Regione e di imprenditori del settore a provare il sistema Arrow Bio, sicuramente potrebbe essere autorizzato in fase sperimentale, anche se certamente occorrono diversi studi per bypassare le normative in vigore.

Colgo l’occasione per far sapere che diverse persone delle istituzioni negli anni passati hanno visitato l’impianto di Tel Aviv, e hanno trovato il sistema adatto per qualsiasi città europea, ma le diverse direttive della stessa Europa vietano l’installazione di impianti del tipo Israeliano che pure risolverebbero l’80% del problema rifiuti,f acendo guadagnare imprenditori e cittadini.

A volte sembra fantascienza che ci siano, almeno in parte, possibilità risolutive per il grande problema dei rifiuti; certamente i sistemi attuali sono di più facili guadagni, ma non certo per i cittadini, che hanno visto aumentare le incombenze per le regole dettate dalla raccolta diffrenziata e le spese (vedi i sacchetti richiesti per il conferimento).

Il “caso”delle attività commerciali

Mi sembra giusto comunque spezzare una lancia a favore dell’Ati (società che gestiscono il ciclo rifiuti nel nostro comune) che nonostante l’inciviltà di alcuni cittadini), sta facendo un buon lavoro, anche se da migliorare. Migliorare dove? Il riferimento è alla raccolta delle attività commerciali della somministrazione, specialmente verso il periodo estivo.

Occorre migliorare e intensificare la raccolta per queste attività che sono penalizzate per la mancanza di spazi all’interno delle stesse attività, in particolare nel centro storico, spesso invaso da sacchi di rifiuti specialmente della plastica e polistirolo.

Ho la convinzione – conclude Satta – che si possa e si debba rimodulare il sistema, adattandolo alle esigenze degli operatori di queste attività, magari trovando un accordo sul migioramento della differenzazione dei rifiuti, più vicino alla riciclizzazione specialmente delle plastiche-vetro-lattine e di quei rifiuti organici che in altre città europee producono energia”.