Quantcast

Seguici su

Cerca nel sito

#Fiumicino, un campo da basket al vecchio Faro, il ‘blitz’ del Collettivo No Porto fotogallery

Un atto 'sovversivo' per restituire ai cittadini un'area abbandonata e dare vita ad un nuovo progetto urbano.

#Fiumicino, un campo da basket al vecchio Faro, il ‘blitz’ del Collettivo No Porto

Il Faro on line – “Ieri 28 Maggio, nell’area del vecchio Faro a Fiumicino, è successo qualcosa di bello, di unico e di nuovo… Un atto “sovversivo” ma profondamente giusto: le persone, giovani, bambini, lavoratori, disoccupati, studenti, donne e uomini semplici… si sono ripresi ciò che gli era stato tolto e che era stato dato in mano a speculazioni, interessi malavitosi, possibile riciclaggio di denaro sporco, gettandolo nell’abbandono e degrado assoluto” – così in una nota i membri del Collettivo “No Porto”.

“Una comunità fatta di volontari, di persone che vogliono ridare quella bellezza unica che è propria di questa perla in mezzo al mare.

Artisti di strada, writers, architetti, sedimentologi, studiosi, musicisti, ma soprattutto l’amore di chi questo luogo lo vive, lo rispetta e non lo vuole vedere morire, hanno reso possibile una giornata meravigliosa.

Non è un punto d’arrivo, ma è solo l’inizio di ciò che verrà. E’ successo qualcosa di nuovo, di speciale, che non si era mai visto: spontaneamente, degli artisti hanno decorato e donato la loro arte al faro, musicisti e rappers si sono esibiti, è stato esposto un master plan dell’area e chiesto alle persone di diventare parte attiva nel progetto alternativo e soprattutto abbiamo voluto donare, come atto simbolico, un campo da basket, dove tutti potranno andare e riappropriarsi di quello che era loro, donando una nuova funzione ad un’area unica. Il nostro scopo è quello di salvare e riprogettare un’area deturpata da chi, come unico interesse, ha il profitto personale a scapito del bene comune.

Quello di ieri è stato il primo di altri eventi che avverranno nelle varie zone del “Faro”. Il nostro non è solo un “No”, ma soprattutto un “Sì” a: piste ciclabili che colleghino la città al mare, un progetto urbano di connessione ed integrazione con l’area, orti sociali, playground per bambini, aree verdi, pedane per la balneazione, una piazza, un luogo per eventi e concerti, un centro studi di sedimentologia e biologia marina, un museo del mare, un centro controllo marittimo, scuole studio per istituti alberghieri e istituti per il turismo, tirocini lavoro…

E’ un sì al lavoro, al futuro, il nostro futuro, quello di tutti e alla nostra tradizione. Ma resta e sarà sempre un “No” convinto ad un porto che produrrà solo danni, le cui conseguenze iniziamo a vederle ora… il mare si è mangiato le spiagge del sud di Fregene, gettando nella disperazione persone che con quelle spiagge vivevano… ed è solo l’inizio.

E’ un “No” alle mafie. Il futuro è portatore di novità e di cambiamento. Il futuro è iniziato ieri” – conclude il Collettivo.